Intelligenza artificiale nelle imprese: dati e sfide

Intelligenza artificiale nelle imprese: aumenta la produttività, ma servono competenze e organizzazione

di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.

L’intelligenza artificiale nelle imprese non è più soltanto una tecnologia da sperimentare. Sempre più aziende la stanno integrando nelle attività quotidiane per velocizzare i processi, analizzare i dati, supportare le decisioni e migliorare la produttività.

Il cambiamento è già iniziato, ma non tutte le imprese riescono a ottenere gli stessi risultati. Le principali difficoltà non riguardano solamente la tecnologia: spesso mancano competenze adeguate, modelli organizzativi chiari e una strategia capace di trasformare i progetti pilota in strumenti realmente operativi.

È quanto emerge dal terzo Rapporto annuale dell’Osservatorio permanente sull’adozione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale, promosso da Aspen Institute Italia in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:

L’intelligenza artificiale aumenta la produttività

Uno dei dati più interessanti riguarda gli effetti concreti dell’intelligenza artificiale sulle aziende analizzate.

Il 56% delle imprese coinvolte nell’indagine dichiara di aver registrato un aumento della produttività, mentre il 32% segnala un miglioramento della capacità decisionale.

L’AI può infatti aiutare le aziende a:

  • automatizzare attività ripetitive;
  • ridurre i tempi di elaborazione;
  • analizzare grandi quantità di informazioni;
  • individuare errori e inefficienze;
  • prevedere l’andamento della domanda;
  • personalizzare prodotti e servizi;
  • supportare le decisioni aziendali.

Non tutte le imprese, però, hanno già ottenuto risultati significativi. Il 27% delle aziende intervistate considera ancora limitato l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle proprie attività.

Questo dato dimostra che acquistare un software o attivare uno strumento di AI non è sufficiente. Per generare un reale vantaggio competitivo, la tecnologia deve essere inserita all’interno di un progetto organizzato e coerente con gli obiettivi aziendali.

A che punto sono le imprese italiane?

L’indagine, realizzata su un campione di 34 aziende appartenenti a diversi settori industriali, mostra una situazione ancora molto diversificata.

Nel dettaglio:

  • il 35% delle imprese utilizza già l’intelligenza artificiale a livello operativo;
  • il 29% si trova ancora nella fase pilota;
  • il 26% è nella fase esplorativa;
  • soltanto il 9% ha adottato soluzioni pienamente integrate e scalabili.

La fase della semplice sperimentazione sembra quindi avviarsi verso la conclusione. Le aziende devono ora verificare quali applicazioni producono risultati concreti e quali, invece, rimangono iniziative isolate o difficili da utilizzare su larga scala.

Le principali difficoltà non sono tecnologiche

Per il 56% delle imprese, gli ostacoli più importanti riguardano l’organizzazione aziendale e la disponibilità di competenze specifiche.

L’intelligenza artificiale modifica il modo di lavorare, le responsabilità interne e i processi decisionali. Per questo motivo è necessario stabilire con chiarezza:

  • chi gestisce e controlla gli strumenti di AI;
  • quali dati possono essere utilizzati;
  • come verificare l’affidabilità dei risultati;
  • come tutelare la sicurezza delle informazioni;
  • quali procedure adottare per rispettare la normativa;
  • come formare il personale.

Soltanto la metà delle imprese analizzate dispone già di modelli strutturati di governance e responsabilità sull’intelligenza artificiale.

Anche la gestione dei rischi, la conformità normativa e il monitoraggio dei risultati rappresentano aspetti che molte aziende devono ancora migliorare.

Dati, cybersecurity e competenze: i fattori decisivi

Tra gli elementi che favoriscono maggiormente l’adozione dell’intelligenza artificiale emerge innanzitutto la sicurezza informatica.

Oltre il 55% delle imprese considera la cybersecurity un fattore fondamentale. Seguono la qualità e la disponibilità dei dati, le competenze del personale e il rispetto degli obblighi normativi.

Un sistema di intelligenza artificiale può produrre risultati utili solamente quando utilizza dati completi, aggiornati e affidabili. Informazioni errate o disorganizzate possono generare analisi poco precise e decisioni sbagliate.

Prima di introdurre nuove soluzioni, le imprese dovrebbero quindi verificare la qualità dei propri dati, la sicurezza dei sistemi informatici e la capacità del personale di utilizzare correttamente gli strumenti digitali.

Investire nell’intelligenza artificiale conviene?

La valutazione delle imprese è complessivamente positiva.

Il 94% delle aziende coinvolte considera medio-alto il ritorno degli investimenti in intelligenza artificiale. Nel 62% dei casi, i benefici economici sono attesi in un periodo compreso tra uno e tre anni.

Rimangono, tuttavia, alcune difficoltà nella stima preventiva del ritorno dell’investimento. Oltre al costo della tecnologia, infatti, devono essere considerate altre spese, come:

  • la formazione del personale;
  • l’organizzazione e la pulizia dei dati;
  • l’adeguamento dei sistemi informatici;
  • la cybersecurity;
  • la consulenza specialistica;
  • la gestione del cambiamento;
  • le attività di controllo e conformità normativa.

Per valutare correttamente un progetto è quindi necessario partire da obiettivi misurabili, definendo indicatori che permettano di confrontare i risultati ottenuti con i costi sostenuti.

Le PMI sono ancora in ritardo

L’adozione dell’intelligenza artificiale sta crescendo, ma le differenze tra grandi aziende e piccole e medie imprese restano significative.

Nel 2025, l’utilizzo dell’AI ha interessato circa il 20% delle imprese europee e il 16,4% di quelle italiane. Tra le grandi organizzazioni, la percentuale ha superato il 50%, mentre le PMI risultano ancora più distanti.

Le cause principali sono legate alla carenza di personale specializzato, ai costi iniziali, ai dubbi normativi e alla difficoltà di organizzare e utilizzare correttamente i dati aziendali.

Per le PMI, però, l’intelligenza artificiale può rappresentare un’importante opportunità. Le nuove soluzioni disponibili permettono di introdurre gradualmente strumenti di automazione, analisi e assistenza digitale, iniziando dai processi nei quali è più semplice ottenere risultati misurabili.

Dalla sperimentazione alla trasformazione aziendale

L’intelligenza artificiale sta diventando una vera infrastruttura per la trasformazione delle imprese. La tecnologia, però, deve essere accompagnata da competenze, sicurezza, dati affidabili e un modello organizzativo adeguato.

Le aziende che riusciranno a integrare questi elementi potranno ottenere maggiore produttività, decisioni più rapide e una migliore capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato.

Progetto Impresa affianca le aziende nella definizione di programmi di innovazione, digitalizzazione e formazione, individuando anche le opportunità di finanza agevolata utilizzabili per sostenere gli investimenti.

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