Bando-tipo per gli incentivi alle imprese: nuove regole uniformi per le agevolazioni pubbliche
di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026, prende forma il nuovo bando-tipo per gli incentivi alle imprese.
Il provvedimento, pubblicato il 17 luglio 2026, dà attuazione al Codice degli incentivi introdotto dal decreto legislativo n. 184 del 27 novembre 2025 e definisce il modello che le amministrazioni pubbliche dovranno seguire nella predisposizione dei nuovi bandi.
L’obiettivo è rendere le misure agevolative più uniformi, comprensibili e trasparenti, riducendo le differenze nella struttura dei bandi pubblicati dalle diverse amministrazioni.
In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:
Che cos’è il bando-tipo per gli incentivi alle imprese
Il bando-tipo è uno schema di riferimento che stabilisce quali informazioni devono essere inserite nei bandi destinati a sostenere investimenti, progetti e attività delle imprese.
Non si tratta, quindi, di una nuova agevolazione o di un nuovo contributo a fondo perduto. È un modello operativo rivolto alle amministrazioni responsabili degli incentivi.
Il decreto stabilisce che i bandi devono essere redatti in conformità al modello nazionale, salvo la possibilità di non applicare alcuni contenuti quando risultino incompatibili con le caratteristiche o con le finalità della specifica misura.
Il bando-tipo raccoglie in forma strutturata i principali contenuti necessari per attivare un incentivo e collega ogni sezione alle disposizioni previste dal Codice degli incentivi.
Perché è stato introdotto
Fino a oggi, imprese e professionisti si sono spesso trovati davanti a bandi molto diversi tra loro per struttura, linguaggio e modalità di presentazione delle informazioni.
Con il nuovo modello si punta a creare uno standard nazionale, affinché ogni avviso riporti in maniera chiara almeno:
- le finalità della misura;
- le risorse finanziarie disponibili;
- i soggetti che possono presentare domanda;
- gli investimenti e le spese ammissibili;
- la forma e l’importo delle agevolazioni;
- le modalità di presentazione e valutazione delle domande;
- le procedure di erogazione;
- gli obblighi dei beneficiari;
- i controlli e le cause di revoca.
Il Codice degli incentivi aveva già individuato questi elementi minimi, affidando al decreto del MIMIT il compito di trasformarli in uno schema operativo utilizzabile dalle amministrazioni.
Quali informazioni dovranno contenere i nuovi bandi
Finalità e ambito di applicazione
Ogni bando dovrà spiegare in modo preciso quale obiettivo intende raggiungere, quali attività o settori vuole sostenere e quale territorio è interessato.
Dovranno inoltre essere indicati la base normativa dell’incentivo e l’eventuale regime di aiuto di Stato applicabile.
Risorse finanziarie disponibili
Il bando dovrà specificare la dotazione finanziaria complessiva e la provenienza delle risorse.
Potranno essere indicate anche:
- eventuali integrazioni future della dotazione;
- riserve finanziarie destinate a particolari categorie;
- quote dedicate alle piccole e medie imprese;
- risorse riservate a determinati territori.
La presenza di riserve o premialità dovrà essere coerente con le caratteristiche dell’incentivo e con il mercato di riferimento.
Soggetti beneficiari
Uno dei punti centrali riguarda l’individuazione delle imprese che possono accedere all’agevolazione.
Il bando dovrà chiarire:
- la dimensione aziendale ammessa;
- la natura giuridica dei beneficiari;
- i settori economici interessati;
- gli eventuali codici ATECO;
- la possibilità di presentare progetti congiunti;
- i requisiti relativi alla sede o all’unità locale;
- l’eventuale anzianità minima o massima dell’impresa;
- i requisiti amministrativi, economici, finanziari e operativi.
Dovrà essere indicato anche il momento in cui tali condizioni devono risultare possedute.
Operazioni e investimenti agevolabili
Il bando dovrà descrivere chiaramente quali progetti possono essere finanziati.
Potranno rientrare, a seconda della misura:
- programmi di investimento;
- progetti di ricerca e sviluppo;
- interventi di innovazione;
- programmi di formazione;
- progetti di digitalizzazione;
- interventi di efficientamento energetico o sostenibilità.
Per ogni operazione dovranno essere indicati il territorio di realizzazione, le eventuali soglie minime e massime di investimento e i termini per l’avvio e la conclusione del progetto.
Spese ammissibili: maggiore attenzione alla tracciabilità
La disciplina delle spese rappresenta uno degli aspetti più importanti del bando-tipo.
Le amministrazioni dovranno indicare con precisione:
- quali costi possono essere agevolati;
- gli eventuali limiti percentuali per ciascuna voce;
- il periodo entro cui le spese devono essere sostenute;
- le modalità di pagamento ammesse;
- la documentazione necessaria;
- le spese espressamente escluse.
I costi dovranno essere pertinenti al progetto, correttamente contabilizzati e verificabili attraverso una documentazione completa.
Particolare attenzione viene riservata alla tracciabilità dei pagamenti. I bandi potranno richiedere l’utilizzo di bonifici bancari o postali, carte di credito o di debito, ricevute bancarie e altri strumenti che consentano di ricostruire chiaramente il pagamento.
La documentazione di spesa dovrà inoltre riportare il Codice unico di progetto, quando previsto, oppure altri elementi capaci di collegare la spesa all’operazione finanziata.
Quali agevolazioni potranno essere previste
Il bando dovrà indicare in maniera chiara la forma del sostegno riconosciuto all’impresa.
Le agevolazioni potranno assumere, ad esempio, la forma di:
- contributo a fondo perduto;
- contributo in conto impianti o in conto capitale;
- finanziamento agevolato;
- garanzia su operazioni finanziarie;
- intervento nel capitale di rischio;
- combinazione di più strumenti.
Dovranno essere specificati l’importo massimo concedibile, la percentuale applicabile alle spese ammissibili e il regime europeo di aiuti di Stato utilizzato.
Il modello richiede anche una disciplina esplicita del cumulo tra più agevolazioni, sia quando queste coprono costi differenti sia quando riguardano le stesse spese del progetto.
Premialità per legalità, parità e occupazione
Il bando-tipo consente alle amministrazioni di valorizzare alcuni comportamenti virtuosi delle imprese.
Le premialità potranno essere riconosciute attraverso:
- una riserva di risorse;
- una maggiorazione dell’agevolazione;
- un punteggio aggiuntivo in graduatoria.
Tra gli elementi che potranno essere premiati rientrano:
- il possesso del rating di legalità;
- la certificazione della parità di genere;
- l’assunzione di persone con disabilità oltre gli obblighi di legge;
- la valorizzazione del lavoro giovanile;
- la valorizzazione del lavoro femminile;
- le misure a sostegno della natalità e delle esigenze di cura.
L’applicazione delle premialità non sarà automatica per ogni incentivo. Ciascuna amministrazione dovrà valutarne la compatibilità con gli obiettivi e con le caratteristiche della misura.
Come saranno presentate le domande
Ogni bando dovrà descrivere dettagliatamente la procedura di accesso.
Dovranno essere indicati:
- la documentazione richiesta;
- la piattaforma informatica o il canale digitale da utilizzare;
- la data di apertura;
- l’eventuale termine di chiusura;
- le limitazioni al numero di domande presentabili;
- i criteri di valutazione;
- i termini di conclusione dell’istruttoria.
La procedura dovrà essere organizzata in modo da ridurre il rischio che le risorse siano assegnate esclusivamente sulla base della velocità di presentazione della domanda, soprattutto quando questa non rappresenta un criterio coerente con gli obiettivi della misura. Il bando potrà prevedere procedure valutative, graduatorie o sistemi di attribuzione dei punteggi.
Graduatorie e criteri di valutazione
Quando la misura prevede una graduatoria, il bando dovrà indicare preventivamente:
- gli indicatori utilizzati;
- il punteggio attribuito a ciascun criterio;
- l’eventuale soglia minima di ammissibilità;
- le maggiorazioni collegate alle premialità;
- i criteri da applicare in caso di parità.
Questo dovrebbe permettere alle imprese di conoscere prima della domanda gli aspetti sui quali sarà valutato il progetto.
Il bando dovrà inoltre regolare il soccorso istruttorio, ossia la possibilità di integrare o chiarire la documentazione presentata nei limiti consentiti dalla normativa.
Erogazione delle agevolazioni e rendicontazione
Il modello disciplina anche il momento successivo alla concessione.
Il bando dovrà chiarire se l’incentivo viene erogato:
- in un’unica soluzione;
- in più quote;
- sulla base degli stati di avanzamento;
- attraverso un’anticipazione;
- a saldo dopo la conclusione del progetto.
Nel caso di anticipazione dovranno essere specificati l’importo massimo richiedibile e le eventuali garanzie necessarie.
Per ogni richiesta di erogazione, l’impresa dovrà presentare la documentazione prevista dal bando, dimostrando l’avanzamento del progetto e la corretta realizzazione delle spese.
Controlli, obblighi e revoca dell’incentivo
I nuovi bandi dovranno disciplinare con maggiore chiarezza anche gli obblighi successivi alla concessione.
Le imprese beneficiarie potranno essere tenute a:
- conservare la documentazione;
- consentire verifiche e sopralluoghi;
- mantenere i requisiti previsti;
- realizzare il progetto nei tempi autorizzati;
- utilizzare correttamente i beni agevolati;
- comunicare eventuali variazioni;
- rispettare gli obblighi di pubblicità;
- non delocalizzare o cessare l’attività nei casi previsti.
Il mancato rispetto delle condizioni potrà comportare la riduzione o la revoca totale dell’agevolazione, con il conseguente recupero delle somme già erogate.
A quali incentivi si applica
Il bando-tipo rappresenta il riferimento generale per gli incentivi alle imprese disciplinati dal Codice.
Il decreto non si applica direttamente agli incentivi contributivi e agli incentivi fiscali a erogazione automatica. Per gli incentivi fiscali, trova applicazione quando l’accesso richiede una valutazione tecnica, economica e finanziaria del proponente o del progetto.
Le amministrazioni responsabili potranno comunque adottare il modello anche per altre misure, quando risulti compatibile con la relativa disciplina.
Cosa cambia concretamente per le imprese
Il nuovo bando-tipo non elimina la necessità di analizzare con attenzione ogni singola misura. Requisiti, percentuali di contributo, investimenti finanziabili e modalità di accesso continueranno a dipendere dal contenuto dello specifico incentivo.
La principale novità è rappresentata da una struttura più omogenea. Per le imprese dovrebbe diventare più semplice individuare:
- chi può partecipare;
- quali spese sono finanziabili;
- quando può iniziare l’investimento;
- come presentare la domanda;
- quali documenti conservare;
- come viene valutato il progetto;
- quando e come viene erogata l’agevolazione;
- quali obblighi devono essere rispettati.
Progetto Impresa al fianco delle aziende
Progetto Impresa supporta aziende e professionisti nell’individuazione delle agevolazioni più adatte e nella gestione dell’intero percorso: dall’analisi iniziale dei requisiti alla presentazione della domanda, fino alla rendicontazione delle spese.
Il nuovo bando-tipo renderà più uniforme la struttura delle misure, ma sarà ancora fondamentale interpretare correttamente requisiti, vincoli e procedure previsti da ciascun incentivo.