Contributo
Conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili
Dotazione
900 milioni di euro annui
Stato del correttivo
Via libera dalla Conferenza unificata
Conto Termico 3.0: cosa cambia con il correttivo e la responsabilità di chi incassa per conto del beneficiario
Il Conto Termico 3.0 cambia con il decreto correttivo che ha ricevuto il via libera della Conferenza unificata (ItaliaOggi, 23 ottobre 2026). La misura incentiva piccoli interventi di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili. La novità più discussa: il Gestore dei servizi energetici (GSE) potrà recuperare le somme indebitamente percepite anche da chi le ha incassate con mandato per conto del beneficiario.
A chi si rivolge il Conto Termico 3.0?
Il Conto Termico 3.0 incentiva interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Le modifiche del correttivo riguardano principalmente le agevolazioni per i Comuni, i contributi per le pubbliche amministrazioni, le modalità di accesso agli incentivi e alcuni requisiti tecnici degli interventi.
Cosa prevede il decreto correttivo?
La bozza del correttivo si compone di 16 articoli e modifica il decreto del Ministero dell’ambiente (Mase) del 7 agosto 2025. Ha avuto il via libera della Conferenza unificata il giorno prima della pubblicazione dell’articolo di ItaliaOggi.
Quanto vale l’incentivo?
La misura ha una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui. Il sostegno è erogato in conto capitale, fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili.
La novità sul mandato all’incasso
Quando il soggetto responsabile ha conferito un mandato all’incasso, il GSE potrà chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite e riscosse anche al mandatario, quale obbligato in solido. Il limite è rappresentato dagli importi effettivamente riscossi in esecuzione del mandato.
La responsabilità restitutoria si estende così a un soggetto che potrebbe non aver commesso direttamente la violazione da cui deriva il recupero dell’agevolazione. Il presupposto individuato dalla nuova norma è l’avvenuta riscossione delle somme, senza un espresso riferimento al concorso del mandatario nell’irregolarità accertata.
Cosa può fare il GSE in caso di irregolarità?
L’articolo 21 del decreto del 7 agosto 2025 consente al GSE, in presenza di violazioni rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, di rigettare l’istanza o disporre la decadenza dal beneficio, recuperando le somme già corrisposte. È inoltre prevista la segnalazione delle istruttorie all’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), ai fini dell’eventuale irrogazione di sanzioni.
Se le irregolarità incidono soltanto sulla quantificazione dell’incentivo, il GSE procede invece alla sua rideterminazione, con recupero degli importi indebitamente erogati.
Perché conviene informarsi subito?
Chi ha conferito, o intende conferire, un mandato all’incasso dovrebbe valutarne con attenzione le conseguenze: con la nuova previsione il mandatario può essere chiamato a restituire le somme riscosse. Il testo è ancora una bozza di correttivo: conviene seguirne l’evoluzione.
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FAQ
Cos’è il Conto Termico 3.0?
È una misura che incentiva interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con una dotazione di 900 milioni di euro annui.
Quanto vale l’incentivo del Conto Termico 3.0?
Il sostegno è in conto capitale, fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili, nell’ambito di una dotazione di 900 milioni di euro annui.
Cosa cambia per chi ha conferito un mandato all’incasso?
Il GSE potrà chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite anche al mandatario, come obbligato in solido, nei limiti degli importi effettivamente riscossi.
Cosa succede in caso di irregolarità?
Il GSE può rigettare l’istanza o disporre la decadenza, recuperando le somme già erogate, e segnalare le istruttorie ad Arera per eventuali sanzioni. Se l’irregolarità incide solo sulla quantificazione, l’incentivo viene rideterminato.
Quali aspetti modifica il decreto correttivo?
Riguarda principalmente le agevolazioni per i Comuni, i contributi per le pubbliche amministrazioni, le modalità di accesso agli incentivi e alcuni requisiti tecnici degli interventi.


