Credito R&S: stop al Manuale di Frascati retroattivo

Credito R&S: il Consiglio di Stato ferma l’applicazione retroattiva del Manuale di Frascati

di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.

Importante novità per le imprese che hanno utilizzato il credito d’imposta ricerca e sviluppo tra il 2015 e il 2019.

Con la sentenza n. 5627 del 14 luglio 2026, il Consiglio di Stato ha stabilito che i criteri previsti dal Manuale di Frascati 2015 non possono essere applicati retroattivamente per valutare i progetti realizzati prima del 2020.

La decisione respinge l’appello presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall’Agenzia delle Entrate, confermando la precedente sentenza del TAR Lazio n. 15039/2025.

In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:

Cosa ha deciso il Consiglio di Stato

Il caso riguardava il diniego di una certificazione relativa ad alcuni progetti di ricerca e sviluppo.

Il Ministero aveva valutato le attività applicando i requisiti previsti dal Manuale di Frascati, tra cui:

  • novità;
  • creatività;
  • incertezza;
  • sistematicità;
  • trasferibilità o riproducibilità dei risultati.

Secondo il Consiglio di Stato, però, questi criteri non erano espressamente previsti dalla normativa italiana applicabile alle annualità dal 2015 al 2019.

In quel periodo, le attività ammissibili erano disciplinate principalmente dall’articolo 3 del Decreto-legge n. 145 del 2013 e dal Decreto interministeriale del 27 maggio 2015.

Il richiamo al Manuale di Frascati è stato introdotto espressamente soltanto con la Legge n. 160 del 2019, nell’ambito della nuova disciplina applicabile dal periodo d’imposta 2020.

Perché il Manuale di Frascati non può essere retroattivo

Il Ministero e l’Agenzia delle Entrate sostenevano che il Manuale potesse essere utilizzato anche per gli anni precedenti come semplice strumento interpretativo.

Il Consiglio di Stato ha respinto questa posizione.

Secondo i giudici, se i criteri del Manuale di Frascati fossero già stati applicabili, non sarebbe stato necessario introdurli successivamente attraverso una specifica disposizione normativa.

Le imprese devono quindi essere valutate sulla base delle regole in vigore nel momento in cui hanno realizzato gli investimenti.

Non è possibile applicare requisiti più restrittivi, introdotti dal 2020, per contestare automaticamente crediti maturati negli anni precedenti.

Per il 2015-2019 conta anche l’innovazione per l’impresa

Un altro aspetto rilevante riguarda il concetto di innovazione.

Per le annualità dal 2015 al 2019 non era sempre necessario dimostrare che il progetto avesse prodotto una conoscenza completamente nuova per tutto il settore di appartenenza.

L’innovazione poteva essere valutata anche rispetto alla situazione iniziale della singola impresa.

Potevano quindi assumere rilievo:

  • nuovi prodotti o prodotti significativamente migliorati;
  • processi produttivi più avanzati;
  • miglioramenti tecnici rilevanti;
  • nuove procedure aziendali;
  • soluzioni non precedentemente adottate dall’impresa.

La prassi dell’epoca faceva riferimento anche a un concetto più ampio di innovazione, collegato al Manuale di Oslo e al miglioramento della competitività aziendale.

Restavano comunque escluse le semplici modifiche ordinarie, periodiche o di routine apportate a prodotti, servizi e processi già esistenti.

Cosa cambia per le imprese

La sentenza può avere effetti importanti sulle procedure di certificazione e sui contenziosi relativi ai crediti R&S maturati tra il 2015 e il 2019.

In particolare, i criteri del Manuale di Frascati non possono essere utilizzati come parametro vincolante e retroattivo per negare l’agevolazione.

La decisione non comporta però il riconoscimento automatico di tutti i crediti contestati.

L’impresa deve comunque dimostrare:

  • l’effettiva realizzazione delle attività;
  • il carattere innovativo del progetto;
  • la presenza di documentazione tecnica adeguata;
  • la corretta determinazione delle spese;
  • la tracciabilità dei costi sostenuti.

Ogni posizione deve quindi essere valutata singolarmente, considerando l’annualità del credito e le motivazioni contenute nell’eventuale atto di recupero o diniego di certificazione.

Cosa devono verificare le aziende

Le imprese che hanno utilizzato il credito R&S nel periodo 2015-2019 dovrebbero controllare se le contestazioni ricevute fanno riferimento:

  • all’assenza di una novità assoluta per il settore;
  • al mancato rispetto dei cinque criteri del Manuale di Frascati;
  • a requisiti introdotti soltanto dal 2020;
  • alla qualificazione del progetto come semplice innovazione di processo.

 

La sentenza n. 5627/2026 può rappresentare un elemento importante nei procedimenti ancora in corso, fermo restando che non annulla automaticamente gli atti già emessi.

Il supporto di Progetto Impresa

Progetto Impresa affianca le aziende nella verifica dei progetti di ricerca e sviluppo, nell’analisi della documentazione tecnica e nella valutazione delle contestazioni ricevute.

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