Fondo Nuove Competenze: oltre un milione di lavoratori formati tra aggiornamento, riqualificazione e transizione digitale
Il Fondo Nuove Competenze si conferma uno degli strumenti più importanti per accompagnare le imprese nei percorsi di aggiornamento professionale, innovazione organizzativa e transizione digitale ed ecologica.
Secondo i dati riportati da Il Sole 24 Ore, i programmi finanziati dal Fondo hanno coinvolto complessivamente 1 milione e 90mila lavoratori. Un risultato significativo, che conferma il crescente interesse delle aziende verso percorsi di formazione capaci di rafforzare le competenze interne e sostenere l’evoluzione dei modelli produttivi.
In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:
Che cos’è il Fondo Nuove Competenze
Il Fondo Nuove Competenze nasce per sostenere le imprese che hanno bisogno di aggiornare le competenze dei propri lavoratori, soprattutto in presenza di cambiamenti organizzativi, produttivi o tecnologici.
Lo strumento consente alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro dei dipendenti, destinando una parte delle ore alla formazione. In questo modo, il tempo dedicato all’aggiornamento professionale viene riconosciuto e sostenuto attraverso il rimborso di specifici costi legati alle ore di lavoro impiegate nei percorsi formativi.
In particolare, il Fondo rimborsa:
- il 100% dei contributi assistenziali e previdenziali dei dipendenti;
- il 60% della retribuzione oraria relativa alle ore destinate alla formazione;
- fino al 100% della retribuzione nei casi in cui siano presenti accordi di riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva.
Per accedere allo strumento, le imprese devono sottoscrivere accordi collettivi con le organizzazioni sindacali, finalizzati alla rimodulazione dell’orario di lavoro e alla realizzazione di percorsi di upskilling e reskilling.
I numeri della terza edizione
La terza edizione del Fondo Nuove Competenze ha registrato una partecipazione molto ampia da parte delle imprese.
L’avviso pubblicato a dicembre 2024 prevedeva una dotazione iniziale di 731 milioni di euro, a fronte però di richieste di finanziamento pari a circa 1,6 miliardi di euro. Successivamente, la dotazione è stata incrementata di 444 milioni di euro, arrivando a una somma complessiva finale di 1,15 miliardi di euro.
Questi numeri evidenziano un fabbisogno molto forte da parte del sistema produttivo: le aziende stanno investendo sempre di più nella crescita delle competenze, nella formazione del personale e nell’adattamento ai cambiamenti legati alle transizioni industriali, digitali ed ecologiche.
Chi sono i lavoratori coinvolti
Il Fondo Nuove Competenze ha raggiunto una platea molto ampia e diversificata.
Tra i lavoratori coinvolti nei programmi formativi:
- 438mila sono donne, pari al 40,18%;
- 292mila sono giovani under 35, pari al 26,76%;
- circa 384mila sono over 50, pari al 35,23%.
La quota più consistente è rappresentata dagli occupati, con oltre 995mila lavoratori coinvolti. Gli uomini sono circa 652mila.
Per fascia d’età, il gruppo più numeroso è quello tra 35 e 49 anni, con circa 410mila lavoratori. Seguono i lavoratori tra 50 e 64 anni, pari a circa 381mila, e la fascia tra 25 e 34 anni, con 227mila persone coinvolte. Sono inoltre presenti circa 38mila giovani tra 15 e 24 anni e 33mila over 65.
Il ruolo della formazione per le imprese
La formazione finanziata dal Fondo Nuove Competenze risponde a un’esigenza concreta: aiutare le imprese ad affrontare i cambiamenti del mercato, aggiornando le competenze dei lavoratori già presenti in azienda.
In un contesto in cui le transizioni digitali ed ecologiche incidono sempre di più sui processi aziendali, investire sulle persone diventa una scelta strategica. Non si tratta soltanto di organizzare corsi, ma di costruire percorsi utili a rendere l’impresa più preparata, più competitiva e più capace di affrontare nuove sfide produttive e organizzative.
Il Fondo sostiene proprio questa direzione: permette alle aziende di dedicare tempo alla formazione senza rinunciare alla continuità operativa e, allo stesso tempo, consente ai lavoratori di acquisire competenze aggiornate e spendibili all’interno dell’organizzazione.
Le novità della terza edizione
Tra gli elementi più rilevanti della terza edizione c’è l’apertura dei progetti formativi anche a specifiche categorie di nuovi lavoratori.
In particolare, hanno avuto accesso ai percorsi:
- 1.287 disoccupati da almeno un anno assunti con contratto a tempo indeterminato;
- 102 lavoratori assunti con apprendistato;
- 206 neoassunti nel campo dell’alta formazione e ricerca.
Questa apertura conferma il ruolo del Fondo non solo come strumento di aggiornamento per chi è già occupato, ma anche come leva per favorire l’inserimento e la qualificazione di nuovi profili professionali.
Titolo di studio dei lavoratori formati
Analizzando il titolo di studio dei lavoratori coinvolti, la quota più rilevante è composta da persone in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore, con circa 473mila lavoratori.
Seguono:
- lavoratori con licenza media, circa 261mila;
- lavoratori con laurea, vecchio o nuovo ordinamento, circa 108mila.
Anche questo dato conferma la capacità del Fondo di intercettare profili diversi, sostenendo percorsi di formazione rivolti a una platea ampia e trasversale.
Il collegamento con il programma GOL
Il Fondo Nuove Competenze ha contribuito anche al raggiungimento del target degli 800mila disoccupati da formare nell’ambito del programma GOL, Garanzia Occupabilità dei Lavoratori, finanziato dal PNRR.
Una parte dell’incremento della dotazione del Fondo è infatti arrivata grazie al contributo di 125,9 milioni di euro assegnati dal programma GOL. Queste risorse hanno permesso di formare oltre 78mila potenziali lavoratori.
Verso una possibile nuova edizione
Dalle imprese emerge una forte aspettativa per una nuova edizione del Fondo Nuove Competenze. Secondo quanto riportato, il tema è al centro dell’attenzione anche presso il Ministero del Lavoro, dove si sta valutando la possibilità di rendere lo strumento strutturale.
La decisione dovrà però tenere conto delle risorse disponibili e dovrà essere concordata con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
FAQ
A cosa serve il Fondo Nuove Competenze?
Il Fondo Nuove Competenze serve ad aiutare le imprese ad aggiornare e riqualificare le competenze dei propri dipendenti. È particolarmente utile nei percorsi di innovazione, digitalizzazione, transizione ecologica, cambiamento organizzativo e trasformazione dei modelli produttivi.
Quali costi rimborsa il Fondo Nuove Competenze?
Il Fondo rimborsa il 100% dei contributi assistenziali e previdenziali dei dipendenti e il 60% della retribuzione oraria relativa alle ore destinate alla formazione. In alcuni casi, quando sono previsti accordi di riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva, la quota di retribuzione finanziata può arrivare al 100%.
Chi può beneficiare del Fondo Nuove Competenze?
Il Fondo è rivolto alle imprese che hanno necessità di adeguare i propri modelli organizzativi e produttivi e di formare nuove competenze per i lavoratori. Per accedere allo strumento, le aziende devono sottoscrivere accordi collettivi con le organizzazioni sindacali per rimodulare l’orario di lavoro dei dipendenti.