Formazione aziendale e intelligenza artificiale: le competenze per affrontare il cambiamento
di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.
L’intelligenza artificiale non sta trasformando soltanto gli strumenti utilizzati dalle imprese, ma anche le competenze richieste alle persone, i modelli organizzativi e il modo di esercitare la leadership. Per affrontare questo cambiamento, la formazione aziendale deve diventare continua, trasversale e orientata a un utilizzo consapevole dell’AI.
La vera sfida per le aziende non consiste semplicemente nell’introdurre nuove tecnologie, ma nel preparare dipendenti e manager a utilizzarle in modo efficace, critico e responsabile.
È quanto emerge anche dall’intervista a Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School e professore ordinario di finanza aziendale, pubblicata su Il Sole 24 Ore del 7 settembre 2026.
In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:
L’impatto dell’intelligenza artificiale è soprattutto organizzativo
Quando si parla di intelligenza artificiale, l’attenzione si concentra spesso sulle soluzioni tecnologiche: software generativi, sistemi di automazione, analisi dei dati e assistenti virtuali.
L’impatto più rilevante dell’AI, tuttavia, riguarda il modo in cui le organizzazioni lavorano, prendono decisioni e distribuiscono responsabilità e competenze.
L’introduzione dell’intelligenza artificiale può modificare:
- le attività svolte quotidianamente dai dipendenti;
- i processi decisionali;
- l’organizzazione dei gruppi di lavoro;
- il rapporto tra persone, dati e strumenti digitali;
- le modalità di coordinamento e controllo;
- le competenze richieste a manager e responsabili;
- i percorsi di crescita professionale.
Per questa ragione, adottare una soluzione di intelligenza artificiale senza predisporre un adeguato piano formativo rischia di limitarne fortemente l’efficacia.
Competenze AI e capacità umane devono crescere insieme
Le competenze legate all’intelligenza artificiale e ai big data sono tra quelle destinate a crescere più rapidamente nei prossimi anni. Parallelamente, continueranno a essere determinanti le capacità tipicamente umane e manageriali.
Tra le competenze più importanti rientrano:
- il pensiero analitico;
- la capacità di valutare criticamente le informazioni;
- il pensiero creativo;
- la flessibilità;
- l’apprendimento continuo;
- la capacità decisionale;
- la leadership;
- la comunicazione e l’influenza sociale.
Secondo i dati del World Economic Forum richiamati nell’intervista, entro il 2030 è destinato a cambiare il 39% delle competenze chiave richieste dal mercato del lavoro.
Questo significa che la formazione aziendale sull’intelligenza artificiale non può limitarsi a spiegare come utilizzare una piattaforma o generare un contenuto. Deve aiutare le persone a comprendere quando usare l’AI, come verificare i risultati e quali decisioni non possono essere delegate automaticamente.
In un contesto nel quale diventa sempre più semplice ottenere rapidamente una risposta, acquista ancora più valore la capacità di formulare le domande corrette e interpretare consapevolmente gli output prodotti.
Perché serve un approccio “human-centric”
Un modello efficace di formazione sull’intelligenza artificiale deve mantenere le persone al centro del processo di trasformazione.
Un approccio “human-centric” combina la conoscenza della tecnologia con la capacità di comprenderne gli effetti organizzativi, professionali ed etici. L’obiettivo non è sostituire le competenze umane, ma ampliarle attraverso un utilizzo consapevole degli strumenti digitali.
La formazione dovrebbe quindi prevedere:
- una conoscenza di base del funzionamento dell’intelligenza artificiale;
- attività pratiche collegate alle mansioni aziendali;
- l’apprendimento di tecniche per formulare richieste efficaci;
- la verifica critica delle risposte generate;
- la tutela dei dati e delle informazioni riservate;
- la conoscenza dei limiti e dei possibili errori dei sistemi;
- l’adozione di regole aziendali per un uso responsabile dell’AI.
Questo approccio permette di ridurre il rischio che gli strumenti vengano utilizzati in modo frammentario, poco sicuro o senza una reale integrazione nei processi dell’impresa.
L’AI riguarda tutte le funzioni aziendali
L’intelligenza artificiale non è una competenza riservata ai reparti informatici. Il suo utilizzo può coinvolgere in maniera trasversale tutte le principali aree dell’organizzazione.
Nella finanza aziendale può supportare l’analisi dei dati e la costruzione di scenari. Nel marketing può contribuire alla produzione e alla personalizzazione dei contenuti. Nella gestione delle risorse umane può affiancare alcune attività organizzative e formative. Nell’area commerciale può agevolare l’analisi delle informazioni e la gestione dei contatti.
Anche la sostenibilità può beneficiare di strumenti capaci di raccogliere, elaborare e monitorare dati ambientali, energetici e organizzativi.
Ogni funzione richiede però un percorso formativo specifico, costruito sulle attività effettivamente svolte e sugli obiettivi dell’impresa. Un corso generico sull’intelligenza artificiale difficilmente produce gli stessi risultati di un programma progettato a partire dai processi aziendali reali.
Upskilling e reskilling diventano attività permanenti
La formazione professionale sarà sempre meno concentrata in un’unica fase della carriera. La velocità del cambiamento tecnologico rende necessario un aggiornamento progressivo delle competenze.
Le imprese devono pertanto lavorare su due direttrici:
- upskilling, per rafforzare e aggiornare le competenze già possedute dai lavoratori;
- reskilling, per preparare le persone a svolgere attività nuove o profondamente trasformate dalla tecnologia.
La modularità dei percorsi, la certificazione delle competenze acquisite e il collegamento tra formazione e problemi aziendali concreti diventeranno elementi sempre più importanti.
Non si tratta soltanto di preparare le persone all’utilizzo di nuovi software, ma di accompagnare l’intera organizzazione verso un diverso modo di lavorare.
Dalla tecnologia a un vero piano di trasformazione aziendale
Prima di avviare un percorso di formazione aziendale sull’intelligenza artificiale, è utile analizzare:
- quali processi possono essere migliorati;
- quali attività assorbono più tempo;
- quali strumenti sono già presenti in azienda;
- quali competenze possiedono i dipendenti;
- quali funzioni saranno maggiormente coinvolte;
- quali dati possono essere utilizzati;
- quali rischi devono essere gestiti;
- quali risultati si vogliono raggiungere.
Da questa analisi è possibile costruire un piano formativo coerente, suddiviso per ruoli e livelli di responsabilità, con obiettivi concreti e risultati misurabili.
Investire oggi nelle competenze per competere domani
L’intelligenza artificiale può aumentare la produttività e migliorare la qualità dei processi, ma il suo valore dipende dalle competenze delle persone che la utilizzano.
Per le imprese, investire nella formazione significa trasformare l’AI da semplice strumento tecnologico a leva di crescita organizzativa e competitiva.
Progetto Impresa supporta le aziende nell’analisi dei fabbisogni, nella progettazione dei percorsi formativi e nell’individuazione delle opportunità di finanza agevolata disponibili per sostenere lo sviluppo delle competenze.
Contattaci per costruire un programma di formazione coerente con le esigenze della tua impresa e preparare dipendenti e manager alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale.