Formazione continua: una leva strategica per la crescita delle imprese
di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.
La formazione continua sta tornando a essere uno degli strumenti più importanti per accompagnare le imprese nei processi di crescita, innovazione e adattamento al mercato.
Nel 2024, secondo il XXV Rapporto sulla Formazione Continua in Italia, curato dall’Inapp per conto del Ministero del Lavoro, sono stati coinvolti oltre 1,7 milioni di lavoratori dipendenti. Un dato in aumento rispetto agli 1,6 milioni dell’anno precedente e al milione e 300mila registrato nel 2021. In cinque anni, la platea dei lavoratori formati è cresciuta di oltre 400mila unità.
Si tratta di un segnale molto chiaro: le aziende stanno comprendendo sempre di più che investire nelle competenze non è più una scelta accessoria, ma una necessità competitiva.
In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:
Perché oggi la formazione continua è così importante
Il mercato del lavoro cambia rapidamente. Digitalizzazione, intelligenza artificiale, transizione green, nuovi modelli organizzativi e difficoltà nel reperire personale qualificato stanno trasformando il modo in cui le imprese operano.
In questo scenario, la formazione continua consente alle aziende di aggiornare le competenze interne, migliorare la produttività e rispondere con maggiore efficacia ai nuovi fabbisogni professionali.
Nel 2024 il tasso di partecipazione degli adulti alla formazione ha raggiunto il 10,4%, in forte crescita rispetto al 6,3% registrato nel 2004.
Questo dato conferma un cambio di mentalità: la formazione non viene più vista solo come un obbligo o un’attività occasionale, ma come un vero investimento strategico.
Il ruolo dei Fondi interprofessionali
Un contributo fondamentale alla crescita della formazione continua arriva dai Fondi paritetici interprofessionali.
Nel 2024 i 20 Fondi interprofessionali hanno gestito oltre 850 milioni di euro, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. A questi Fondi aderiscono circa 780mila imprese, per un totale di 10,5 milioni di lavoratori.
Per le imprese, questi strumenti rappresentano un’opportunità concreta per finanziare percorsi formativi senza gravare interamente sui costi aziendali.
Attraverso i Fondi interprofessionali è possibile programmare attività formative mirate su temi come:
- digitalizzazione dei processi aziendali;
- competenze green e sostenibilità;
- organizzazione e gestione interna;
- sicurezza e aggiornamento professionale;
- innovazione tecnologica e intelligenza artificiale;
- riqualificazione del personale.
Per molte aziende, soprattutto PMI, questi strumenti possono diventare un supporto decisivo per affrontare le trasformazioni in corso.
Fondo Nuove Competenze: uno strumento centrale per le aziende
Tra le misure più rilevanti per sostenere la formazione rientra anche il Fondo Nuove Competenze.
La terza edizione ha previsto un finanziamento di circa 1,2 miliardi di euro e ha coinvolto oltre un milione di lavoratori. Si tratta di un dato in crescita rispetto alle precedenti edizioni, che avevano interessato 800mila lavoratori nella seconda edizione e 720mila nella prima.
Il Fondo Nuove Competenze permette alle imprese di accompagnare i processi di cambiamento attraverso percorsi formativi collegati all’aggiornamento delle competenze dei lavoratori.
Per il 2025 è atteso un ulteriore consolidamento della crescita, con la possibilità di arrivare a circa due milioni di lavoratori coinvolti nella formazione finanziata dai Fondi interprofessionali.
Formazione e intelligenza artificiale: un nuovo modo di apprendere
La formazione continua non cresce solo nei numeri, ma cambia anche nelle modalità.
Secondo i dati dell’indagine Indaco-Imprese 2025, circa un quarto delle aziende che utilizza sistemi di intelligenza artificiale li impiega anche a supporto della formazione.
In particolare:
- il 36,8% utilizza l’AI per produrre materiali didattici personalizzati;
- il 32,1% la utilizza per adattare i percorsi formativi alle esigenze dei partecipanti;
- il 28,9% la impiega per individuare i fabbisogni di competenze.
Questo dimostra come la formazione stia diventando sempre più personalizzata, flessibile e orientata ai bisogni reali delle imprese.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può aiutare le aziende a costruire percorsi più efficaci, capaci di valorizzare il personale e di individuare con maggiore precisione le competenze da rafforzare.
La formazione come risposta alla difficoltà di trovare personale
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il rapporto tra formazione e recruiting.
Molte imprese oggi incontrano difficoltà nel reperire profili adeguati sul mercato. Per questo motivo, sempre più aziende scelgono di formare o riqualificare le risorse già presenti in organico.
Secondo i dati riportati, il 37,1% delle aziende che segnala difficoltà nel reperimento del personale attiva percorsi di riqualificazione, mentre il 30,4% punta sull’aggiornamento delle competenze.
Questo significa che la formazione continua può diventare una risposta concreta alla carenza di competenze, aiutando le imprese a valorizzare il capitale umano già disponibile.
I divari da superare: PMI, microimprese e lavoratori over 50
Nonostante la crescita positiva, restano ancora alcuni divari importanti.
Il rapporto evidenzia un gap legato all’età: il tasso di partecipazione alla formazione è pari al 18,2% tra gli under 35, mentre scende al 6,8% tra gli over 50.
Persistono inoltre differenze legate alla dimensione aziendale. Circa il 70% delle grandi imprese investe in formazione, mentre tra le microimprese la quota è inferiore a un terzo.
Questo dato è particolarmente significativo per il tessuto economico italiano, composto in larga parte da piccole e medie imprese.
Per le PMI, accedere agli strumenti di formazione finanziata può rappresentare un’occasione concreta per colmare il divario con le realtà più strutturate e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide legate a innovazione, sostenibilità e competitività.
Formazione continua e politiche attive del lavoro
Nonostante la crescita positiva, restano ancora alcuni divari importanti.
Il rapporto evidenzia un gap legato all’età: il tasso di partecipazione alla formazione è pari al 18,2% tra gli under 35, mentre scende al 6,8% tra gli over 50.
Persistono inoltre differenze legate alla dimensione aziendale. Circa il 70% delle grandi imprese investe in formazione, mentre tra le microimprese la quota è inferiore a un terzo.
Questo dato è particolarmente significativo per il tessuto economico italiano, composto in larga parte da piccole e medie imprese.
Per le PMI, accedere agli strumenti di formazione finanziata può rappresentare un’occasione concreta per colmare il divario con le realtà più strutturate e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide legate a innovazione, sostenibilità e competitività.
Perché le imprese dovrebbero investire oggi nella formazione continua
Investire nella formazione continua significa preparare l’impresa al futuro.
Le aziende che aggiornano costantemente le competenze dei propri lavoratori sono più pronte ad affrontare i cambiamenti del mercato, introdurre nuove tecnologie, migliorare i processi interni e aumentare la propria competitività.
La formazione consente di:
- migliorare la produttività aziendale;
- aggiornare le competenze digitali e tecniche;
- favorire l’innovazione;
- ridurre il divario tra competenze richieste e competenze disponibili;
- valorizzare il personale interno;
- accedere a strumenti di finanziamento dedicati.
Per questo motivo, la formazione continua rappresenta oggi una delle leve più importanti per le imprese che vogliono crescere in modo solido e sostenibile.
Progetto Impresa al fianco delle aziende
In un contesto in cui le competenze diventano sempre più centrali, le imprese hanno bisogno di individuare gli strumenti più adatti per finanziare e organizzare i propri percorsi formativi.
Progetto Impresa supporta le aziende nell’analisi delle opportunità disponibili, nella scelta degli strumenti più coerenti con i propri fabbisogni e nella gestione delle procedure necessarie per accedere alla formazione finanziata.
Dai Fondi interprofessionali al Fondo Nuove Competenze, fino ai percorsi legati a digitalizzazione, innovazione e transizione green, la formazione continua può diventare un’occasione concreta per rafforzare l’organizzazione aziendale e valorizzare le risorse interne.