Autoproduzione Energia nel Mezzogiorno: Come tagliare i costi con il "Doppio Incentivo"
La recente proroga al 3 luglio 2026 del bando da 262 milioni di euro per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta un’occasione imperdibile per le imprese del Mezzogiorno. Non si tratta solo di un aiuto economico, ma della possibilità concreta di abbattere i costi energetici combinando il contributo a fondo perduto con l’iper-ammortamento.
In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:
In cosa consiste l’agevolazione?
La misura, inserita nel programma nazionale «Ricerca, Innovazione e competitività 2021-2027», sostiene la realizzazione di impianti fotovoltaici per l’autoconsumo, con la possibilità di integrare sistemi di accumulo. L’obiettivo è rendere le imprese più autonome e proteggerle dalle oscillazioni dei prezzi dell’energia.
I punti chiave del bando:
Budget totale: 262 milioni di euro destinati alle imprese del Sud.
Nuova Scadenza: C’è tempo fino al 3 luglio 2026 per presentare la domanda.
Obiettivo: Favorire un modello energetico indipendente.
Il “Vantaggio Operativo”: Cumulo con l’Iper-ammortamento
Il dubbio più frequente riguarda la possibilità di cumulare diversi incentivi. Sebbene il bando configuri un aiuto di Stato e vieti la sovrapposizione integrale con altri aiuti sugli stessi costi, esiste uno spazio operativo fondamentale per l’iper-ammortamento.
L’agevolazione fiscale non si “sovrappone” al bando, ma agisce sulla parte residua dell’investimento.
Il contributo a fondo perduto riduce il costo iniziale dell’impianto.
Se utilizzi moduli di alta qualità (iscritti nel Registro categorie «B» o «C»), la quota non coperta dal bando può beneficiare dell’iper-ammortamento.
Per queste tipologie di moduli, la base su cui calcolare l’agevolazione fiscale è incrementata del 5%.
Questa sinergia è resa possibile dalle recenti evoluzioni normative che permettono l’utilizzo dell’iper-ammortamento fino al 2028.
Chi può accedere e quali sono i requisiti?
L’accesso è ampio ma regolato da criteri precisi di localizzazione e tipologia di spesa:
Beneficiari: Imprese di qualsiasi dimensione.
Territori: Progetti situati in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Vincoli Comunali: Solo comuni con più di 5.000 abitanti.
Ubicazione: Gli interventi devono avvenire su edifici o coperture in aree industriali, produttive o artigianali.
Spese ammesse: attenzione ai dettagli
Per non rischiare la revoca del contributo, è fondamentale che le spese rispettino questi standard:
Sono ammissibili solo i costi sostenuti dopo la presentazione della domanda.
I beni devono essere nuovi di fabbrica e acquistati da terzi indipendenti a condizioni di mercato.
Cosa NON è ammesso: Sono esclusi il leasing (locazione finanziaria), l’acquisto di beni usati, le spese per relazioni tecniche e i lavori in economia.
Ogni impresa può presentare al massimo tre domande, purché riferite a unità produttive differenti.
FAQ
Chi può davvero accedere al bando autoproduzione?
Possono partecipare imprese di ogni dimensione, purché l’impianto sia realizzato in aree industriali di comuni con oltre 5.000 abitanti nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Posso comprare l'impianto in leasing?
No. Il bando esclude espressamente le spese sostenute attraverso il sistema della locazione finanziaria (leasing).
Entro quando devo presentare la domanda?
A seguito della proroga disposta dal decreto direttoriale 33 del 18 febbraio, la nuova scadenza per l’invio delle domande è fissata al 3 luglio 2026
È vero che posso sommare il bando all'iper-ammortamento?
Sì, ma non come sovrapposizione totale. L’iper-ammortamento si applica sulla parte di investimento che rimane a carico dell’impresa dopo aver scalato il contributo a fondo perduto.