Contributo
54% a fondo perduto + 46% tasso agevolato
Attivazione
15 luglio 2026
Scadenza
15 settembre 2026
Fondo sostegno imprese turismo: nuove agevolazioni per investimenti fino a 15 milioni di euro
Il settore turistico italiano può contare su una nuova misura agevolativa pensata per sostenere investimenti strutturati, innovativi e orientati alla sostenibilità. Il Fondo sostegno imprese turismo mette a disposizione risorse importanti per accompagnare le imprese nella riqualificazione delle strutture, nel miglioramento dell’efficienza energetica, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nella digitalizzazione dei processi.
Si tratta di un’opportunità particolarmente interessante per le aziende che vogliono rendere la propria offerta turistica più competitiva, moderna e in linea con le nuove esigenze del mercato. L’obiettivo non è soltanto finanziare singoli interventi, ma favorire veri e propri programmi di investimento capaci di migliorare la qualità dei servizi, ridurre i consumi e rafforzare il posizionamento dell’impresa.
Nuove opportunità per le imprese del turismo
Il bando ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica sul territorio nazionale attraverso investimenti in grado di favorire:
- la destagionalizzazione dei flussi turistici;
- la digitalizzazione dell’ecosistema turistico;
- il rafforzamento delle filiere turistiche;
- il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance, ESG;
- il turismo sostenibile;
- il miglioramento dell’efficienza energetica;
- la produzione di energia da fonti rinnovabili.
La misura punta quindi a finanziare progetti che aiutino le imprese turistiche a crescere in modo più sostenibile, efficiente e competitivo.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda le PMI e le imprese di grandi dimensioni che operano nei settori turistici individuati dai codici ATECO previsti dal decreto.
Le imprese devono risultare in possesso dei requisiti richiesti alla data di presentazione della domanda e devono aver adempiuto all’obbligo di stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali.
Possono accedere anche le imprese non aventi sede legale in Italia, purché costituite secondo le norme dello Stato di residenza, iscritte nel relativo registro delle imprese, dotate di sede sul territorio italiano, codice fiscale o partita IVA italiana e in possesso degli altri requisiti richiesti.
Sono inoltre ammesse, a determinate condizioni, le imprese che pur non avendo uno dei codici ATECO turistici previsti dimostrino di aver realizzato oltre il 50% del fatturato in attività turistiche. Possono partecipare anche i proprietari delle strutture interessate dal piano di investimento, se costituiti in forma di impresa e nel rispetto delle condizioni previste.
Il piano di investimento può essere presentato anche in forma congiunta attraverso un contratto di rete.
Cosa finanzia il Fondo sostegno imprese turismo
Sono ammissibili programmi e piani di investimento finalizzati allo sviluppo dell’offerta turistica, con una forte attenzione agli interventi di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili.
I programmi devono prevedere una combinazione di interventi, tra cui:
- interventi trainanti;
- interventi aggiuntivi trainati;
- interventi di digitalizzazione trainati;
- interventi accessori;
- servizi di consulenza, in particolare per le PMI;
- servizi di consulenza in materia ambientale ed energetica.
Un elemento importante è che gli interventi trainanti devono rappresentare almeno il 51% della spesa ammissibile del programma di investimento.
Ogni programma di investimento deve prevedere spese complessive ammissibili di importo non inferiore a 1 milione di euro e non superiore a 15 milioni di euro.
Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
Spese ammissibili
Tra le principali spese ammissibili rientrano gli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture turistiche, come:
- coibentazione dell’involucro edilizio;
- sostituzione di serramenti e superfici vetrate;
- realizzazione di pareti ventilate;
- installazione o sostituzione di sistemi schermanti e sistemi di climatizzazione passiva;
- efficientamento dei sistemi di illuminazione;
- sostituzione di caldaie con sistemi ad alta efficienza;
- sistemi di climatizzazione intelligenti;
- riqualificazione energetica di centri congressi, strutture per eventi, piscine, impianti termali e aree wellness.
Sono inoltre ammissibili investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici e pompe di calore, nel limite dell’autoconsumo e dei fabbisogni della struttura.
Il bando finanzia anche sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta da impianti rinnovabili, purché rispettino le condizioni previste dal decreto.
Tra gli interventi aggiuntivi rientrano, ad esempio:
- giardini verticali e tetti verdi;
- sistemi per l’efficientamento idrico;
- sistemi di raccolta e utilizzo dell’acqua piovana;
- collegamenti a reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento efficienti;
- infrastrutture di ricarica per gli utenti dell’edificio.
Sono previste anche spese per la digitalizzazione, come:
- apparecchiature e impianti per la gestione automatizzata degli edifici;
- sistemi per aumentare l’automazione e l’intelligenza degli immobili;
- cablaggio strutturato e infrastrutture interne per reti dati;
- acquisto o sviluppo di programmi informatici;
- brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche connesse a nuove tecnologie di prodotto o di processo.
Non sono invece ammesse, tra le altre, le spese per impianti, macchinari, attrezzature e arredi usati, le spese di funzionamento, le spese notarili, imposte e tasse, scorte, acquisto di terreni e immobili, commesse interne e singoli beni di importo inferiore a 500 euro.
L’IVA è ammissibile solo se realmente e definitivamente sostenuta dall’impresa e non recuperabile.
Agevolazione prevista
Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 109 milioni di euro, così suddivise:
- 59 milioni di euro destinati al contributo a fondo perduto;
- 50 milioni di euro destinati al finanziamento agevolato.
Le agevolazioni sono concesse attraverso una combinazione di:
- contributo a fondo perduto, pari al 54% del mix agevolativo;
- finanziamento agevolato, pari al 46% del mix agevolativo.
Le intensità di aiuto variano in base alla tipologia di intervento, alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione dell’investimento.
Per alcuni interventi di efficienza energetica l’intensità massima può partire dal 30% delle spese ammissibili, con possibili maggiorazioni per piccole e medie imprese e per investimenti effettuati in determinate aree territoriali.
Per gli investimenti in impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, le intensità possono arrivare fino al:
- 45% per le grandi imprese;
- 55% per le medie imprese;
- 65% per le piccole imprese.
Per i sistemi di stoccaggio dell’energia, le intensità possono arrivare fino al:
- 30% per le grandi imprese;
- 40% per le medie imprese;
- 50% per le piccole imprese.
Sono inoltre previste agevolazioni specifiche per servizi di consulenza, innovazione, tutela dell’ambiente ed energia.
Modalità di presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile sul sito del Soggetto gestore, Invitalia.
Lo sportello sarà aperto: dalle ore 12:00 del 15 luglio 2026 alle ore 17:00 del 15 settembre 2026.
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FAQ
Il bando finanzia anche impianti fotovoltaici?
Sì, il bando può finanziare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, compresi gli impianti fotovoltaici, purché siano collegati ai fabbisogni della struttura turistica e rispettino le condizioni previste dalla normativa. L’agevolazione è ammessa nei limiti della quota di energia destinata all’autoconsumo.
Quali spese non sono ammissibili?
Non sono ammesse le spese relative a beni usati, spese di funzionamento, spese notarili, imposte e tasse, scorte, acquisto di terreni e immobili, commesse interne e singoli beni di importo inferiore a 500 euro. L’IVA è ammissibile solo se realmente e definitivamente sostenuta dall’impresa e non recuperabile.