Incentivi filiera moda 2026: stanziati 100 milioni

Incentivi per la filiera della moda: 100 milioni per investimenti, innovazione e formazione

di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.

Nuove risorse per sostenere il rilancio della filiera italiana della moda, del tessile e degli accessori. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 100 milioni di euro per finanziare programmi di sviluppo presentati dalle PMI, con agevolazioni che potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili.

Il decreto attuativo, firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, dà attuazione all’articolo 3 della Legge annuale sulle PMI, legge 11 marzo 2026, n. 34.

L’intervento punta a rafforzare la competitività delle imprese, valorizzare la produzione realizzata in Italia, sostenere le aggregazioni lungo la filiera e tutelare l’occupazione e le competenze presenti nei territori.

In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:

Incentivi per la moda: una dotazione di 100 milioni di euro

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 100 milioni di euro e sono stanziate a valere sul Fondo per la crescita sostenibile.

La misura è rivolta alle piccole e medie imprese appartenenti alla filiera:

  • della moda;
  • del tessile;
  • degli accessori.

Le agevolazioni saranno destinate alla realizzazione di programmi di sviluppo capaci di rafforzare la struttura produttiva, favorire l’innovazione e sostenere la crescita delle aziende che operano in uno dei comparti più rappresentativi del Made in Italy.

Quale deve essere l’importo del programma di sviluppo?

I programmi di sviluppo ammissibili dovranno prevedere un investimento compreso tra:

1 milione e 20 milioni di euro.

La misura è quindi rivolta a progetti strutturati e organici, in grado di produrre effetti significativi sulla capacità produttiva, sull’organizzazione e sulla competitività delle imprese proponenti.

Quali obiettivi devono perseguire i progetti?

Per accedere agli incentivi per la filiera della moda, i programmi dovranno essere orientati alla valorizzazione della produzione nazionale e al consolidamento della catena del valore.

In particolare, i progetti dovranno puntare:

  • alla valorizzazione dei processi produttivi localizzati in Italia;
  • all’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea;
  • al rafforzamento delle aggregazioni tra imprese lungo la catena del valore;
  • all’innovazione e alla crescita delle PMI;
  • alla tutela dell’occupazione;
  • alla salvaguardia delle competenze e dell’identità produttiva dei territori.

La misura intende quindi premiare i programmi capaci di generare un impatto non soltanto sulla singola impresa, ma anche sulla filiera nazionale nel suo complesso.

Quali investimenti saranno finanziabili?

I piani di sviluppo potranno comprendere investimenti produttivi destinati:

  • alla creazione di nuove unità produttive;
  • all’ampliamento di unità produttive esistenti;
  • alla riconversione delle strutture produttive;
  • alla ristrutturazione delle unità produttive.

Gli investimenti potranno essere accompagnati anche da progetti di innovazione, attività formative e, per i programmi di maggiore dimensione, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Agevolazioni fino al 75% delle spese ammissibili

L’intervento prevede una combinazione di:

  • contributi a fondo perduto;
  • finanziamenti agevolati.

I finanziamenti agevolati potranno essere richiesti fino al 20% degli investimenti ammissibili.

La copertura complessiva delle agevolazioni potrà raggiungere un massimo pari al 75% della spesa ammissibile.

La misura può quindi ridurre in modo significativo l’impegno finanziario necessario per realizzare programmi di sviluppo finalizzati all’ammodernamento e alla crescita delle imprese della moda.

Innovazione di processo e organizzativa

Accanto agli investimenti produttivi, le imprese potranno inserire progetti di innovazione di processo e organizzativa.

Questa componente potrà rappresentare fino al 40% dell’investimento complessivo.

Le aziende potranno quindi affiancare allo sviluppo produttivo interventi finalizzati a innovare il modo in cui vengono organizzate e svolte le attività aziendali.

Formazione del personale fino al 20%

I programmi potranno comprendere anche piani di formazione rivolti al personale.

Le attività formative potranno incidere fino al 20% dell’investimento complessivo, consentendo alle imprese di accompagnare l’introduzione degli investimenti e delle innovazioni con lo sviluppo delle competenze interne.

La formazione assume un ruolo rilevante soprattutto nei percorsi di ampliamento, riconversione o ristrutturazione produttiva, che possono richiedere nuove conoscenze tecniche e organizzative da parte dei lavoratori.

Ricerca e sviluppo per gli investimenti superiori a 5 milioni

Per i programmi di investimento produttivo con spese ammissibili superiori a 5 milioni di euro, il decreto consente di includere anche:

  • progetti di ricerca industriale;
  • progetti di sviluppo sperimentale.

Le imprese che presentano programmi di maggiore dimensione potranno quindi integrare gli investimenti produttivi con attività finalizzate allo sviluppo di nuove conoscenze, soluzioni e applicazioni.

Risorse riservate alle micro e piccole imprese

Il decreto dedica un’attenzione specifica alle realtà aziendali di minori dimensioni.

Il 25% delle risorse complessive è infatti riservato alle micro e piccole imprese. Si tratta di una quota pari a 25 milioni di euro sullo stanziamento complessivo.

La riserva mira a favorire la partecipazione delle realtà che costituiscono una parte fondamentale del sistema produttivo italiano della moda, del tessile e degli accessori.

Una riserva di 40 milioni per il Mezzogiorno

Un ulteriore elemento importante riguarda il riequilibrio territoriale.

Il 40% dello stanziamento, pari a 40 milioni di euro, è destinato alle regioni del Mezzogiorno.

Per le PMI meridionali appartenenti alla filiera della moda si apre quindi una possibilità particolarmente significativa per sostenere programmi di sviluppo produttivo, innovazione, ricerca e formazione.

Se la tua impresa opera nella filiera automotive e sta programmando investimenti in produzione, innovazione, ricerca, mobilità sostenibile o riconversione industriale, contattaci per avviare una prima valutazione del progetto.

Perché iniziare a preparare il progetto

La pubblicazione del decreto attuativo definisce gli elementi principali dell’intervento, mentre le modalità di accesso saranno disciplinate dal successivo provvedimento ministeriale.

In questa fase, le imprese possono iniziare a:

  • definire il programma di sviluppo;
  • quantificare gli investimenti produttivi;
  • verificare il valore complessivo del progetto;
  • individuare gli interventi di innovazione;
  • programmare la formazione del personale;
  • valutare eventuali attività di ricerca e sviluppo;
  • verificare la localizzazione dei processi produttivi;
  • analizzare la provenienza dei semilavorati utilizzati;
  • considerare eventuali aggregazioni con altre imprese della filiera.

Avviare tempestivamente questa attività permette di arrivare alla futura apertura dello sportello con un progetto già strutturato e coerente.

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