Mini contratti automotive: stanziati 300 milioni

Mini contratti di sviluppo automotive: 300 milioni per sostenere la filiera

di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.

Nuove risorse per accompagnare la trasformazione della filiera automotive italiana: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 300 milioni di euro attraverso lo strumento dei mini contratti di sviluppo. Le agevolazioni potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili.

Il decreto firmato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, mette a disposizione delle aziende del settore uno strumento dedicato agli investimenti in tecnologie avanzate, mobilità sostenibile e riconversione industriale.

Il provvedimento dà seguito al DPCM del 10 giugno 2026, con il quale sono state rifinanziate le risorse del Fondo Automotive.

In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:

Cosa sono i mini contratti di sviluppo per l’automotive?

I mini contratti di sviluppo rappresentano uno strumento agevolativo destinato a sostenere i programmi di investimento delle imprese appartenenti alla filiera automotive.

La misura nasce con l’obiettivo di accompagnare il settore nell’attuale fase di trasformazione industriale, incentivando lo sviluppo di tecnologie coerenti con:

  • la transizione verde;
  • la mobilità sostenibile;
  • la decarbonizzazione;
  • la riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti;
  • lo sviluppo di sistemi di mobilità autonoma, connessa, intelligente e sicura;
  • la riconversione delle attività produttive verso tecnologie strategiche.

La dotazione finanziaria complessiva prevista dal Ministero ammonta a 300 milioni di euro.

Quali programmi potranno essere finanziati?

I programmi finanziabili attraverso i mini contratti di sviluppo automotive dovranno essere diretti alla realizzazione di investimenti strategici per l’evoluzione della filiera.

In particolare, gli interventi potranno riguardare:

  • lo sviluppo di nuovi veicoli e nuove soluzioni di mobilità;
  • l’ingegnerizzazione e il testing di veicoli e sistemi innovativi;
  • la produzione di nuovi mezzi e soluzioni per il trasporto;
  • lo sviluppo di sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni;
  • la produzione di parti e componenti avanzati;
  • lo sviluppo di tecnologie per la mobilità sostenibile;
  • la realizzazione di sistemi per la mobilità autonoma e connessa;
  • lo sviluppo di soluzioni per una mobilità intelligente e sicura;
  • la diversificazione e la riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo.

La misura non riguarda quindi esclusivamente la produzione dei veicoli, ma può interessare anche le aziende che sviluppano componenti, sistemi, tecnologie e soluzioni avanzate destinate all’intera filiera automotive.

Spazio anche a ricerca, sviluppo e formazione

Gli investimenti produttivi potranno essere accompagnati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Sarà possibile prevedere anche percorsi di formazione del personale, entro il limite del 10% dell’investimento complessivo.

La possibilità di integrare investimenti produttivi, ricerca e formazione consente alle imprese di affrontare la trasformazione tecnologica in maniera più completa, intervenendo contemporaneamente sugli impianti, sui prodotti, sui processi e sulle competenze interne.

Quali agevolazioni sono previste?

Le agevolazioni saranno concesse attraverso una combinazione di:

  • contributo a fondo perduto;
  • finanziamento agevolato.

Il sostegno complessivo potrà coprire fino al 75% delle spese ammissibili.

La percentuale indicata rappresenta la copertura massima prevista. Le condizioni di accesso, la composizione delle agevolazioni e le relative modalità di concessione saranno definite nel dettaglio attraverso un successivo decreto direttoriale.

Risorse riservate alle PMI e agli investimenti nel Mezzogiorno

Una quota significativa delle risorse è destinata alle piccole e medie imprese e ai programmi realizzati nelle regioni del Mezzogiorno.

In particolare:

  • il 60% delle risorse è riservato alle iniziative proposte dalle PMI;
  • un quarto della quota destinata alle PMI è riservato alle micro e piccole imprese;
  • il 40% delle risorse è destinato ai programmi realizzati negli stabilimenti del Mezzogiorno.

Le regioni interessate dalla riserva territoriale sono:

  • Abruzzo;
  • Molise;
  • Campania;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Per le aziende della filiera automotive localizzate nel Mezzogiorno si apre quindi una possibilità particolarmente rilevante per finanziare programmi di ammodernamento, sviluppo tecnologico e riconversione produttiva.

Premialità per legalità e parità di genere

Il provvedimento prevede ulteriori riserve a favore delle imprese che adottano specifici strumenti di responsabilità e qualificazione aziendale.

Una quota del 10% delle risorse è riservata alle imprese in possesso del rating di legalità. Un’ulteriore quota del 10% è destinata alle imprese dotate della certificazione della parità di genere.

Il possesso di queste qualificazioni potrà quindi assumere un ruolo significativo nell’accesso alle risorse disponibili.

I progetti potranno essere presentati anche congiuntamente

Le imprese potranno presentare i programmi di investimento anche in forma congiunta, coinvolgendo fino a un massimo di cinque partecipanti.

Questa possibilità può favorire la collaborazione tra aziende della filiera per lo sviluppo di programmi integrati, capaci di unire competenze produttive, tecnologiche e di ricerca complementari.

Come saranno valutate le domande?

Le richieste saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione attraverso un’istruttoria articolata in due fasi.

La concessione delle agevolazioni dovrà essere deliberata entro 120 giorni dalla ricezione della domanda.

La tempestività nella preparazione del progetto sarà quindi un elemento particolarmente importante. Le imprese interessate dovrebbero iniziare fin da subito a definire il programma di investimento, anche se le modalità operative per la presentazione delle richieste non sono ancora disponibili.

Quando sarà possibile presentare la domanda?

Il MIMIT ha precisato che le modalità per la presentazione delle domande e per la concessione degli incentivi saranno stabilite con un successivo decreto direttoriale.

Al momento, pertanto, non sono ancora indicate la data di apertura dello sportello e la procedura da seguire.

In attesa delle disposizioni operative, le imprese possono iniziare a:

  • definire gli obiettivi del programma;
  • individuare gli investimenti produttivi;
  • verificare la coerenza con le finalità della misura;
  • strutturare gli eventuali progetti di ricerca e sviluppo;
  • programmare la formazione del personale;
  • valutare la presentazione individuale o congiunta;
  • predisporre la copertura finanziaria necessaria.

Preparare il progetto prima dell’apertura dello sportello

Considerata la valutazione in ordine cronologico, attendere l’apertura dello sportello per iniziare a costruire il programma potrebbe ridurre le possibilità di presentare una candidatura completa e tempestiva.

Progetto Impresa affianca le aziende nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nella costruzione del programma di investimento e nella predisposizione della domanda di agevolazione.

Se la tua impresa opera nella filiera automotive e sta programmando investimenti in produzione, innovazione, ricerca, mobilità sostenibile o riconversione industriale, contattaci per avviare una prima valutazione del progetto.

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