NIDI JTF Taranto: agevolazioni per nuove microimprese

Contributo

Agevolazione complessiva del 100%

Attivazione

12 maggio 2026

Scadenza

31 dicembre 2026

NIDI JTF Taranto: nuove agevolazioni per avviare una microimpresa nella provincia di Taranto

Il bando Nuove Iniziative d’Impresa JTF Taranto è una misura pensata per sostenere la nascita di nuove microimprese nel territorio della provincia di Taranto. L’incentivo rientra nel Programma Nazionale Just Transition Fund Italia 2021-2027, con l’obiettivo di accompagnare il territorio tarantino nel percorso di transizione economica, sociale e ambientale. 

Taranto è infatti indicata dall’Avviso come una delle aree maggiormente coinvolte dagli effetti della transizione verso un’economia climaticamente neutra, anche a causa della presenza di processi industriali ad alta intensità di emissioni. Per questo, il bando mette a disposizione risorse per favorire la diversificazione economica, la creazione di nuove imprese, l’occupazione e l’adozione di modelli produttivi più sostenibili.

L’obiettivo principale del bando è agevolare la nascita di nuove microimprese attraverso programmi di investimento finalizzati all’autoimprenditorialità. La misura sostiene iniziative in grado di contribuire alla modernizzazione del tessuto economico locale, alla creazione di posti di lavoro e alla transizione verso modelli di business più sostenibili.
In particolare, l’Avviso sostiene:

  • investimenti produttivi nelle PMI, comprese microimprese e start-up;
  • investimenti per la creazione di nuove imprese;
  • interventi legati alla digitalizzazione e all’innovazione digitale;
  • iniziative che favoriscano l’inclusione attiva delle persone in cerca di lavoro.

Chi può partecipare

La misura è rivolta a soggetti appartenenti a specifiche categorie considerate svantaggiate, che intendano avviare una nuova iniziativa imprenditoriale in forma di microimpresa. Il programma di investimento deve avere un importo complessivo compreso tra 10.000 euro e 150.000 euro

Le nuove imprese devono essere partecipate, per almeno il 50% del capitale e per almeno il 50% del numero dei soci, da soggetti appartenenti ad almeno una delle seguenti categorie:

  • giovani tra 18 e 35 anni;
  • donne maggiorenni;
  • persone che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato nell’ultimo mese;
  • persone in procinto di perdere il posto di lavoro o destinatarie di strumenti di sostegno al reddito;
  • titolari di partita IVA non iscritti al Registro delle Imprese che, nei 12 mesi precedenti la domanda, abbiano emesso fatture per un imponibile inferiore a 15.000 euro, nel rispetto delle condizioni previste dall’Avviso.

 

Possono beneficiare dell’agevolazione le microimprese ancora da costituire oppure di nuova costituzione. Sono considerate di nuova costituzione le imprese costituite, o le ditte individuali con partita IVA aperta, da non più di 6 mesi alla data di presentazione della domanda preliminare. 

Le forme giuridiche ammesse sono:

  • ditta individuale;
  • società in nome collettivo;
  • società in accomandita semplice;
  • società cooperativa;
  • società a responsabilità limitata, anche semplificata o unipersonale;
  • associazione tra professionisti.

 

Un requisito fondamentale riguarda la localizzazione: l’iniziativa deve avere sede operativa nella provincia di Taranto. Il bando individua espressamente i Comuni ricadenti nell’area ammissibile, tra cui Taranto, Martina Franca, Grottaglie, Massafra, Manduria, Ginosa, Castellaneta, Statte e gli altri Comuni della provincia indicati nell’Avviso.

Settori ammissibili

Il bando consente la presentazione di domande per attività che operano, o intendono operare, in diversi settori economici. Tra questi rientrano, ad esempio:

  • attività manifatturiere;
  • costruzioni ed edilizia;
  • riparazione di autoveicoli e motocicli;
  • ristorazione con e senza cucina;
  • servizi di informazione e comunicazione;
  • attività professionali, scientifiche e tecniche;
  • agenzie di viaggio;
  • servizi di supporto alle imprese;
  • istruzione;
  • sanità;
  • assistenza sociale non residenziale;
  • attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, con esclusione di lotterie, scommesse e case da gioco;
  • servizi per la persona;
  • traslochi, magazzinaggio, servizi postali e attività di corriere.

 

Per alcune attività sono previste condizioni specifiche. Ad esempio, nel settore della ristorazione con e senza cucina, almeno un componente della compagine imprenditoriale deve possedere un titolo o un’esperienza lavorativa coerente con l’attività da avviare, secondo quanto previsto dall’Avviso.

Agevolazione prevista

Per programmi di investimento fino a 150.000 euro, l’intensità di aiuto è pari al 100% degli investimenti agevolati.

L’agevolazione sugli investimenti è composta da tre parti:

  • 50% contributo a fondo perduto;
  • 25% prestito rimborsabile;
  • 25% assistenza rimborsabile.

Il prestito ha tasso di interesse pari allo 0,00%, durata massima di 60 mesi, con preammortamento di 6 mesi dall’erogazione dell’intero prestito.

Il bando prevede inoltre un contributo in conto esercizio a fondo perduto, fino a un massimo di 15.000 euro, pari al 100% delle spese di gestione ammissibili sostenute entro i termini previsti dall’Avviso.

Un aspetto importante riguarda la sostenibilità ambientale: il piano degli investimenti deve prevedere almeno il 20% di investimenti finalizzati all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale. Tra gli esempi riportati dall’Avviso rientrano macchinari green, impianti ad alta efficienza, pannelli fotovoltaici o solare termico per autoconsumo, sistemi LED, domotica per la riduzione dei consumi, sistemi per il riuso delle acque e mezzi aziendali elettrici o ibridi.

Spese ammissibili

Le spese devono essere sostenute dopo la concessione delle agevolazioni e nei termini indicati dall’Avviso.

Sono ammissibili, al netto dell’IVA, le seguenti spese per investimenti:

  • arredi, macchinari, impianti di produzione e attrezzature varie;
  • automezzi commerciali elettrici o ibridi, se coerenti con l’attività e destinati esclusivamente all’unità produttiva agevolata;
  • opere edili e assimilate;
  • programmi informatici acquistati a pacchetto, commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • sviluppo di piattaforme B2B e B2C, sistemi di e-commerce proprietari e app mobile, fino a un massimo di 5.000 euro.

Sono inoltre ammissibili alcune spese di esercizio, sempre al netto dell’IVA, tra cui:

  • materie prime, semilavorati, materiali di consumo e scorte;
  • locazione di immobili con contratti registrati;
  • utenze, come energia, acqua, riscaldamento, telefonia e connettività;
  • premi assicurativi;
  • canoni e abbonamenti per banche dati, servizi software, servizi cloud, servizi informativi, hosting, domini Internet, campagne di web marketing, keywords advertising, social, brand awareness e reputation;
  • dispositivi di protezione individuale e collettiva e relativi abbonamenti di manutenzione.

Non sono invece ammissibili, tra le altre, le spese relative ad attività non ammissibili, l’IVA, l’acquisto di terreni e immobili, l’acquisto di beni usati, leasing, salari e stipendi, tasse e spese amministrative, pagamenti non tracciabili e forniture “chiavi in mano”.

 

Stato dell’incentivo e presentazione della domanda

L’Avviso prevede una procedura valutativa a sportello. Le domande preliminari possono essere trasmesse a partire dalle ore 12:00 del 12 maggio 2026.

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FAQ

Dove deve essere localizzata l’impresa?

L’iniziativa deve avere una sede operativa nella provincia di Taranto. L’Avviso indica espressamente i Comuni ammessi, tra cui Taranto, Martina Franca, Grottaglie, Massafra, Manduria, Ginosa, Castellaneta, Statte e gli altri Comuni della provincia.

Sì. L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% del totale degli investimenti agevolati. Inoltre, è previsto un contributo in conto esercizio a fondo perduto fino a un massimo di 15.000 euro, pari al 100% delle spese di gestione ammissibili sostenute nei termini previsti dall’Avviso.

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