PIA e MiniPIA non riapriranno nella forma che conosciamo. Per il 2027 la Regione Puglia ha annunciato misure-ponte simili a quelle sospese, ma con un contributo più basso; dal 2028 arriverà la nuova programmazione europea, con meno risorse di quella attuale. Chi ha già presentato domanda resta in istruttoria. Chi deve ancora investire deve rifare i conti adesso, non quando uscirà l'avviso.
di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.
Cosa ha annunciato la Regione per PIA e MiniPIA
In due giorni l’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio ha delineato la strada per i prossimi due anni: l’8 ottobre 2026 davanti alle Commissioni I e IV del Consiglio regionale, il 9 ottobre alla Camera di commercio di Lecce davanti a imprenditori e commercialisti. In sintesi, secondo quanto riportato dalla stampa locale:
- i bandi PIA e MiniPIA sospesi non riapriranno nel 2026: al momento dello stop le imprese chiedevano 2,7 miliardi di euro a fronte di 1,9 miliardi disponibili, uno sbilancio di circa 800 milioni;
- circa il 40% delle domande è già stato istruito, con un’accelerazione rispetto ai mesi scorsi;
- le domande presentate prima dello stop di marzo saranno istruite e, se ammissibili, finanziate, con l’impegno a chiudere le istruttorie entro la fine del 2026;
- nel 2027 arriveranno misure-ponte simili a quelle sospese ma di intensità minore: non garantiranno il massimo dell’aiuto consentito dalle regole europee. In Commissione l’assessore è stato esplicito: in caso di riapertura, la Regione non potrà più permettersi i livelli di cofinanziamento del passato;
- dal 2028, con la nuova programmazione dei fondi europei (fino al 2034), le risorse saranno inferiori a quelle del ciclo attuale e le linee di intervento molto meno numerose.
Attenzione: sono dichiarazioni, non ancora un atto. Le misure-ponte esisteranno davvero solo con una delibera di Giunta e un avviso pubblicato. Le risorse, ha spiegato l’assessore, dipendono dalla rimodulazione in corso del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), sulla programmazione vigente e non sui residui: quanto si potrà recuperare si saprà entro fine 2026, quando le istruttorie chiuse daranno numeri certi.
Ho già presentato domanda PIA o MiniPIA: cosa succede?
La sospensione decisa il 3 marzo 2026 riguarda solo le nuove domande. Le pratiche già presentate su PIA, MiniPIA, PIA Turismo, MiniPIA Turismo e Contratti di Programma proseguono l’istruttoria presso Puglia Sviluppo e, se ammissibili, vengono finanziate fino a esaurimento delle risorse.
Cosa fare adesso: tieni pronta la documentazione che Puglia Sviluppo può chiederti in istruttoria (preventivi aggiornati, titoli autorizzativi, dati di bilancio) e non avviare spese che non siano già coerenti con il progetto presentato. Una richiesta di integrazione che resta senza risposta allunga i tempi proprio mentre le risorse si assottigliano. ### Ho già avviato l’investimento dopo la domanda: perdo il contributo?
No, se hai rispettato le regole. Lo prevede il principio europeo dell’effetto di incentivazione (art. 6 del Regolamento UE 651/2014): l’investimento può partire dopo la presentazione della domanda, mentre le spese sostenute prima non sono ammissibili. In Commissione l’assessore lo ha ribadito: chi ha presentato domanda, ha ottenuto il CUP e ha avviato l’investimento dopo, nel rispetto delle condizioni dell’avviso, non vedrà vanificato il progetto.
Due precisazioni che contano. Il CUP non equivale all’ammissione: il contributo arriva solo con l’esito positivo dell’istruttoria. E la data che fa fede è quella del primo impegno giuridicamente vincolante (ordine, contratto, acconto), non quella della fattura: un ordine firmato prima della domanda può far cadere l’intera spesa.
I numeri aggiornati sulle istruttorie li trovi nel nostro punto sulle pratiche PIA e MiniPIA.
Devo ancora investire: quanto pesa un contributo più basso?
Il punto è tutto qui. Un’intensità di aiuto più bassa cambia il piano finanziario dell’investimento, non solo la cifra del contributo.
Fai il conto così: ogni 10 punti percentuali di intensità in meno, su un investimento di 500.000 € sono 50.000 € di contributo che non arrivano e che vanno coperti con mezzi propri o con debito. Su un progetto da 1,5 milioni sono 150.000 €. Le percentuali esatte delle misure-ponte non sono ancora note: lo diranno gli avvisi. La logica del calcolo, invece, vale già oggi.
Tre conseguenze pratiche per chi sta pianificando un investimento in Puglia:
- Rimandare in attesa del «bando perfetto» costa. Se il contributo 2027 sarà più basso e quello 2028 ancora meno certo, aspettare non migliora le condizioni. Molte imprese, hanno denunciato in Commissione i consiglieri di opposizione, stanno rinunciando ai progetti per l’incertezza: rinunciare senza aver rifatto i conti con gli altri strumenti disponibili è la scelta più costosa.
- Il progetto va reso cantierabile prima dell’avviso. Sulle misure a sportello o con risorse limitate vince chi arriva con preventivi, autorizzazioni e piano finanziario già pronti.
- Il contributo a fondo perduto non basta più da solo. La copertura dell’investimento va costruita combinando più strumenti, verificando il cumulo per ogni voce di spesa.
Dagli incentivi alla finanza: il Minibond Puglia e gli altri strumenti
La direzione indicata dalla Regione è chiara: affiancare ai contributi a fondo perduto strumenti di finanza agevolata e di accesso al credito. Il primo strumento di questa strategia, dentro il nuovo piano d’azione «Puglia Moltiplica», è il Fondo Minibond Puglia 2021-2027.
Come funziona: l’impresa emette un’obbligazione a medio-lungo termine (minibond) che viene inserita in un portafoglio con altre emissioni (basket bond), con il sostegno pubblico gestito da Puglia Sviluppo. L’obiettivo dichiarato nell’avviso è attivare fino a 320 milioni di euro di finanziamenti per PMI e Small MidCap pugliesi. Secondo Puglia Sviluppo, le domande arrivate sono già una ventina, per circa 131 milioni.
Il minibond non è per tutti: serve un’impresa con bilanci solidi e un progetto di crescita misurabile. Per chi ha questi requisiti, è un canale alternativo alla banca che non dipende dalla riapertura di un bando. Accanto al minibond restano da valutare, caso per caso, la Nuova Sabatini, il credito d’imposta ZES Unica per gli investimenti nel Mezzogiorno e la garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI sul finanziamento bancario.
Cosa fare adesso: il piano in quattro mosse
- Domanda già presentata: verifica lo stato della pratica e rispondi subito a ogni richiesta di integrazione.
- Investimento previsto nel 2027: prepara oggi il progetto (preventivi, cronoprogramma, piano finanziario) per presentarlo appena esce l’avviso della misura-ponte.
- Piano finanziario: ricalcola la copertura con un contributo più basso e individua da dove arriva la differenza (minibond, finanziamento garantito, Sabatini, credito d’imposta).
- Cumulo: prima di firmare un ordine, verifica che gli strumenti scelti siano cumulabili sulla stessa spesa, per non perdere un’agevolazione già ottenuta.
Hai un investimento in programma in Puglia per il 2027?
Su ogni investimento facciamo questo lavoro prima che esca il bando: quando arriva l’avviso, il cliente ha già il fascicolo pronto. Se hai un investimento in programma in Puglia per il 2027, contatta il team Progetto Impresa per una verifica degli strumenti disponibili.
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FAQ
I bandi PIA e MiniPIA riapriranno nel 2027?
No, secondo quanto annunciato dalla Regione Puglia i bandi sospesi non saranno riaperti. Nel 2027 sono previste misure-ponte simili, con intensità di aiuto più bassa. Servono però una delibera e un avviso per renderle operative.
Le domande PIA e MiniPIA già presentate sono valide?
Sì. La sospensione del 3 marzo 2026 riguarda solo le nuove domande. Le pratiche già presentate restano in istruttoria e, se ammissibili, vengono finanziate fino a esaurimento delle risorse; la Regione ha dichiarato l’obiettivo di chiudere le istruttorie entro fine 2026.
Ho avviato l'investimento dopo aver presentato la domanda PIA o MiniPIA: le spese sono ammissibili?
Sì, se l’investimento è partito dopo la presentazione della domanda e nel rispetto delle condizioni dell’avviso: è l’effetto di incentivazione previsto dall’art. 6 del Regolamento UE 651/2014. Le spese impegnate prima della domanda non sono ammissibili, e il contributo resta legato all’esito positivo dell’istruttoria.
Quanto sarà il contributo delle misure-ponte 2027?
Non è ancora noto. La Regione ha anticipato solo che sarà inferiore al massimo consentito dalle regole europee sugli aiuti di Stato. Le percentuali le fisseranno gli avvisi.
Cos'è il Minibond Puglia?
È uno strumento gestito da Puglia Sviluppo che aiuta PMI e Small MidCap pugliesi a finanziarsi sul mercato dei capitali emettendo obbligazioni a medio-lungo termine, inserite in un portafoglio comune (basket bond), con l’obiettivo di attivare fino a 320 milioni di euro di finanziamenti.
Cosa cambia dal 2028?
Parte la nuova programmazione dei fondi europei, che arriva fino al 2034. La Regione prevede meno risorse e meno linee di intervento rispetto al ciclo 2021-2027, con più spazio per finanza agevolata e credito al posto del fondo perduto.