Quanto costa introdurre l’AI in azienda?

Quanto costa davvero iniziare con l’AI in azienda?

di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.

Quanto costa introdurre l’intelligenza artificiale in azienda? Non esiste una cifra uguale per tutte le imprese, perché il costo dipende dal processo da migliorare, dai dati disponibili, dal numero di persone coinvolte e dal livello di integrazione richiesto.

L’errore più comune è considerare soltanto il prezzo del software. Una licenza per utilizzare una piattaforma può rappresentare il punto di partenza, ma non coincide con il costo complessivo del progetto.

Prima di investire è necessario considerare almeno tre voci spesso sottovalutate: il riordino dei dati, il tempo delle persone e i costi ricorrenti.

In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:

1. Riordinare e preparare i dati aziendali

L’intelligenza artificiale produce risultati utili soltanto quando può accedere a informazioni affidabili, aggiornate e organizzate.

In molte aziende, invece, dati e documenti sono distribuiti tra cartelle, email, fogli di calcolo, archivi cartacei e software che non comunicano tra loro. Prima di introdurre una soluzione AI può quindi essere necessario:

  • raccogliere e classificare le informazioni;
  • eliminare duplicati e documenti obsoleti;
  • uniformare formati e denominazioni;
  • verificare la qualità dei dati;
  • definire permessi e livelli di accesso;
  • collegare gestionali, CRM e altri sistemi aziendali.

Questo lavoro ha un costo, ma rappresenta la base del progetto. Automatizzare un processo costruito su informazioni incomplete o disordinate rischia infatti di velocizzare gli errori, invece di migliorare il lavoro.

L’OCSE indica l’accesso ai dati, alle competenze e alle infrastrutture digitali tra gli elementi che condizionano l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese. OCSE – The Adoption of Artificial Intelligence in Firms

2. Il tempo delle persone

L’AI non è un progetto esclusivamente informatico. Per costruire una soluzione utile è necessario coinvolgere chi conosce realmente le attività dell’impresa.

Titolari, responsabili e dipendenti devono dedicare tempo a:

  • descrivere i processi da migliorare;
  • individuare le attività ripetitive;
  • selezionare i documenti da utilizzare;
  • provare la soluzione;
  • verificare la qualità dei risultati;
  • segnalare errori e anomalie;
  • definire nuove procedure operative;
  • imparare a utilizzare correttamente gli strumenti.

Il tempo impiegato dalle persone deve quindi essere considerato nel budget e nella pianificazione del progetto.

A questo si aggiunge la formazione. La Commissione europea sottolinea l’importanza dell’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale e della preparazione del personale che utilizza sistemi AI, tenendo conto delle conoscenze, dell’esperienza e del contesto di impiego. Commissione europea – AI talent, skills and literacy

Acquistare uno strumento senza formare chi dovrà utilizzarlo può ridurne drasticamente l’efficacia.

3. Licenze e costi ricorrenti

Il terzo costo spesso ignorato è quello che continua dopo la conclusione della fase iniziale.

Molte soluzioni di intelligenza artificiale prevedono licenze mensili o annuali. Il costo può dipendere dal numero di utenti, dalle funzionalità attivate, dal volume dei dati elaborati o dal numero di operazioni effettuate.

Nel budget possono rientrare:

  • licenze software;
  • servizi cloud;
  • utilizzo dei modelli di intelligenza artificiale;
  • archiviazione e backup;
  • manutenzione;
  • aggiornamenti e nuove integrazioni;
  • assistenza tecnica;
  • monitoraggio della soluzione;
  • formazione periodica del personale;
  • misure di sicurezza e protezione dei dati.

Prima di scegliere una piattaforma è quindi opportuno stimare il costo complessivo su più anni, evitando di basare la decisione soltanto sul prezzo iniziale.

Quanto bisogna investire per partire?

Non esiste un importo standard. Un progetto limitato a un solo processo può avere un costo molto diverso rispetto a una soluzione integrata con gestionale, CRM, documenti aziendali e sistemi produttivi.

Per iniziare in modo sostenibile è consigliabile individuare un problema concreto e sviluppare un primo progetto con un risultato misurabile.

L’obiettivo potrebbe essere, ad esempio:

  • ridurre il tempo necessario per cercare informazioni;
  • velocizzare la preparazione dei documenti;
  • automatizzare una fase amministrativa;
  • migliorare la gestione delle richieste dei clienti;
  • supportare l’analisi dei dati;
  • rendere più efficiente un processo commerciale o produttivo.

Il costo dell’AI dovrebbe essere confrontato con il risultato atteso: ore di lavoro risparmiate, errori ridotti, maggiore rapidità di risposta o incremento della capacità produttiva.

Quali agevolazioni possono finanziare l’intelligenza artificiale?

Software, dati, formazione e investimenti produttivi non sono sempre finanziati dallo stesso incentivo. La scelta dello strumento dipende dalla struttura del progetto e dalle caratteristiche dell’impresa.

SIMEST: 200 milioni per gli investimenti in AI

La nuova sezione “Investimenti IA” di SIMEST è lo strumento più direttamente collegato all’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda.

La misura dispone di 200 milioni di euro ed è destinata alle imprese italiane con vocazione internazionale che realizzano almeno il 3% del proprio fatturato all’estero oppure operano come fornitrici di imprese esportatrici.

Finanzia esclusivamente investimenti destinati allo sviluppo, all’adozione e all’integrazione di soluzioni AI, tra cui:

  • infrastrutture cloud e sistemi di calcolo;
  • software e piattaforme di intelligenza artificiale;
  • sviluppo e personalizzazione dei modelli;
  • integrazione con i sistemi aziendali;
  • gestione e valorizzazione dei dati;
  • formazione del personale;
  • inserimento di competenze specialistiche;
  • consulenze e certificazioni;
  • cybersecurity;
  • adeguamento all’AI Act;
  • governance dell’intelligenza artificiale.

L’intervento prevede un finanziamento agevolato della durata massima di 8 anni, compresi 2 anni di preammortamento, un anticipo fino al 50% e un contributo a fondo perduto fino al 10%, nei limiti del regime de minimis.

Le domande potranno essere presentate dal 21 settembre 2026 attraverso il portale SIMEST. 

Investimenti Sostenibili 4.0

Per i progetti nei quali la digitalizzazione è inserita in un programma produttivo più ampio può essere valutato Investimenti Sostenibili 4.0 – Bando 2026.

La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese con sede in Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna e punta a sostenere investimenti innovativi e sostenibili.

Le agevolazioni sono composte da un contributo in conto impianti e da un finanziamento agevolato, con una copertura complessiva fino al 75% delle spese ammissibili.

La compilazione della domanda è attiva dal 10 settembre 2026, mentre l’invio sarà possibile dal 6 ottobre 2026.

Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI

Quando il fabbisogno principale riguarda la preparazione dei dipendenti, può essere valutato Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI.

L’incentivo è rivolto alle PMI localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e finanzia servizi specialistici per la formazione del personale sui temi dell’innovazione tecnologica e della transizione verde e digitale.

Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili. Per i progetti integrati sovraregionali sono previste maggiorazioni del 20% per micro e piccole imprese e del 10% per le medie imprese.

Il nuovo sportello è attivo e le domande possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026.

Quale incentivo scegliere?

I tre strumenti sostengono componenti differenti:

  • SIMEST Investimenti IA è dedicato specificamente all’adozione e all’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle imprese con vocazione internazionale;
  • Investimenti Sostenibili 4.0 può sostenere la trasformazione digitale quando è parte di un programma produttivo innovativo e sostenibile;
  • Sviluppo Competenze Specialistiche delle PMI finanzia la formazione dei dipendenti sui temi dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale.

Prima di scegliere un incentivo bisogna quindi definire cosa si vuole realizzare, quali costi saranno sostenuti e quali risultati dovrà produrre il progetto.

Progetto Impresa affianca le aziende nell’analisi dei processi, nella costruzione del budget e nell’individuazione della misura più adatta a finanziare l’introduzione dell’intelligenza artificiale.

Contattaci per capire da quale processo partire e trasformare l’AI in un investimento concreto, sostenibile e misurabile.

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