Transizione 4.0 e 5.0: obblighi, scadenze e come scegliere il credito d’imposta

Transizione 4.0 e 5.0: ultime indicazioni operative e obblighi per le imprese

Transizione 4.0 e 5.0: perché le imprese devono scegliere ora

Il Decreto Legge 175/2025 ha introdotto un’importante interpretazione autentica sul divieto di cumulo tra il credito d’imposta Transizione 4.0 e il credito d’imposta Transizione 5.0, stabilendo che non è più possibile presentare entrambe le richieste sugli stessi beni agevolati. Le imprese che hanno effettuato una doppia prenotazione devono quindi optare per un solo incentivo entro il 27 novembre 2025.

La scelta riguarda sia gli investimenti già in corso sia quelli programmati, imponendo alle aziende una valutazione rapida tra la certezza della misura 4.0 e il vantaggio economico più elevato della 5.0, ma con requisiti tecnici più stringenti. 

In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:

Procedura ufficiale: la scelta passa obbligatoriamente dalla PEC

Un avviso del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito che la procedura non avviene tramite il portale GSE ma esclusivamente via PEC.
È infatti il GSE a inviare alle imprese:

  • il modello di dichiarazione sostitutiva di atto notorio,

  • le istruzioni operative,

  • l’indirizzo PEC a cui restituire il documento firmato digitalmente.

La dichiarazione deve essere compilata in ogni parte e inviata entro i termini del decreto per essere valida.

Nuova Transizione 5.0 nel 2026: incentivi con iperammortamento

Il Governo ha annunciato l’arrivo di una nuova versione del Piano Transizione 5.0, prevista per il 2026.
Nel disegno di legge di Bilancio 2026, sono stati stanziati 4 miliardi di euro per rilanciare gli incentivi, che questa volta saranno erogati tramite iperammortamento e non più con credito d’imposta.

L’obiettivo è favorire investimenti in innovazione, digitalizzazione e risparmio energetico, premiando le imprese che scelgono tecnologie avanzate e sostenibili. 

Il nuovo schema sarà definito dopo il confronto tra MIMIT e associazioni imprenditoriali, previsto il 18 novembre 2025.

Cosa succede se l’investimento è già completato

Per le imprese che hanno già trasmesso la comunicazione di completamento dell’investimento, il GSE può richiedere una rinuncia formale al credito non scelto. In tal caso, l’impresa deve rispondere entro 5 giorni, pena la decadenza dal beneficio.

Si tratta di un punto su cui il decreto non era chiaro, ora completamente definito dall’avviso ministeriale che ha formalizzato la procedura tramite PEC.

Tutela per chi sceglie il credito 5.0: la clausola di salvaguardia

Per le imprese che optano per il credito d’imposta Transizione 5.0, la norma prevede una misura di sicurezza: se i fondi 5.0 dovessero esaurirsi, è possibile migrare verso la misura Transizione 4.0, purché rispettate le condizioni tecniche e nel limite delle risorse disponibili.

Questa clausola offre un “paracadute” importante nei casi di saturazione del plafond.

Rafforzamento dei controlli GSE

Il decreto attribuisce al GSE nuovi poteri di controllo formale e di merito sulla documentazione presentata. Il GSE può:

  • annullare la prenotazione del credito,

  • comunicare all’Agenzia delle Entrate per eventuale recupero del beneficio,

  • intervenire come litisconsorte necessario nei contenziosi tributari

La finestra temporale è estremamente limitata e il processo richiede precisione. Per questo le imprese dovrebbero confrontarsi con consulenti specializzati per evitare errori formali che potrebbero compromettere l’accesso agli incentivi.

Progetto Impresa è al fianco delle aziende per guidarle nella corretta gestione di tutte le procedure.

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