Transizione 4.0 e nuovo iperammortamento: scadenze e scelte per le imprese
di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.
Le imprese che hanno avviato investimenti in macchinari, impianti, software e altri beni tecnologicamente avanzati devono prestare particolare attenzione al coordinamento tra il credito d’imposta Transizione 4.0 e il nuovo iperammortamento, indicato nei documenti come nuovo Piano Transizione 5.0.
Le due agevolazioni si sovrappongono per alcuni investimenti effettuati nel 2026, ma non possono essere utilizzate contemporaneamente sullo stesso investimento. Diventa quindi fondamentale ricostruire correttamente le date di ordine, pagamento, consegna, entrata in funzione e completamento del progetto.
In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:
Le scadenze della Transizione 4.0
Il termine per completare gli investimenti Transizione 4.0 prenotati nel 2025 è scaduto il 30 giugno 2026.
Rientrano in questa situazione gli investimenti per i quali, entro il 31 dicembre 2025, l’impresa aveva:
- ottenuto l’accettazione dell’ordine da parte del fornitore;
- versato un acconto almeno pari al 20% del costo dell’investimento.
Per tali investimenti, la comunicazione di completamento deve essere trasmessa al GSE entro il 31 luglio 2026.
Questa scadenza è particolarmente importante perché le imprese devono decidere se mantenere l’investimento nel precedente credito d’imposta Transizione 4.0 oppure valutare, quando possibile, l’accesso al nuovo iperammortamento.
Quali investimenti rientrano nel nuovo iperammortamento
Il nuovo iperammortamento si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e permette di maggiorare fiscalmente il costo dei beni tecnologicamente avanzati.
A differenza del credito d’imposta, il vantaggio non viene utilizzato direttamente in compensazione, ma attraverso una maggiore deduzione delle quote di ammortamento.
La disciplina stabilisce però l’incompatibilità con Transizione 4.0: un investimento che beneficia del credito d’imposta 4.0 non può usufruire anche del nuovo iperammortamento.
La scelta deve quindi essere effettuata prima di considerare definitivamente l’investimento completato nell’ambito di una delle due agevolazioni.
Il problema dei beni complessi
Le maggiori difficoltà riguardano i cosiddetti beni complessi, come linee produttive, impianti personalizzati o sistemi composti da diversi macchinari, software, componenti e servizi.
Questi investimenti possono essere realizzati in momenti differenti e con il coinvolgimento di più fornitori. Una parte dell’impianto potrebbe essere stata consegnata nel 2025, un’altra entro il 30 giugno 2026 e le componenti finali potrebbero arrivare successivamente.
In questi casi non è ancora stato chiarito in modo definitivo se il progetto debba essere considerato come un unico investimento oppure se possa essere suddiviso in componenti economicamente e funzionalmente autonome. Non è neppure chiaro se la scelta di utilizzare Transizione 4.0 per una singola componente comporti automaticamente l’esclusione dell’intero progetto dal nuovo iperammortamento.
Secondo alcune interpretazioni, quando l’impresa ha soltanto avviato la procedura Transizione 4.0, senza trasmettere la comunicazione di completamento e senza utilizzare il credito, potrebbe essere possibile rinunciare al precedente incentivo e accedere all’iperammortamento. Questa possibilità, tuttavia, non risulta ancora confermata da un chiarimento ufficiale.
Quando può iniziare la deduzione
Un altro aspetto fondamentale riguarda il momento dal quale l’impresa può beneficiare concretamente della maggiorazione.
Il 20 luglio 2026 è stata aperta la seconda funzionalità della piattaforma NPTR5, dedicata alla comunicazione di conferma. Alla data dei documenti analizzati, risultava ancora da attivare la terza funzionalità, relativa alla comunicazione di completamento.
La prima quota maggiorata può essere dedotta nel periodo d’imposta in cui si verificano entrambe le seguenti condizioni:
- il bene entra in funzione;
- viene trasmessa la comunicazione finale di completamento.
Le due condizioni devono verificarsi nello stesso esercizio fiscale. La sola entrata in funzione del bene, quindi, non è sufficiente per avviare la deduzione.
Se la comunicazione finale viene trasmessa nell’esercizio successivo, l’orientamento illustrato nei documenti è quello di far partire la deduzione dal nuovo esercizio, senza perdere il beneficio ma posticipandone l’utilizzo.
Cosa devono fare le imprese
Prima di scegliere tra Transizione 4.0 e nuovo iperammortamento è necessario ricostruire con precisione l’intero investimento, verificando ordini, acconti, fatture, date di consegna, collaudi, entrata in funzione, interconnessione e comunicazioni già trasmesse.
Questa verifica è ancora più importante per gli impianti complessi, per i quali una decisione presa su una singola componente potrebbe avere conseguenze sull’intero progetto.
Considerata la vicinanza della scadenza del 31 luglio 2026 e la presenza di questioni ancora prive di chiarimenti ufficiali, è opportuno evitare scelte automatiche e valutare preventivamente quale agevolazione risulti applicabile e maggiormente conveniente.
Progetto Impresa affianca le aziende nell’analisi degli investimenti, nella verifica delle scadenze e nella corretta pianificazione delle agevolazioni, riducendo il rischio di errori che potrebbero compromettere l’accesso al beneficio.