ZES Unica: nuove risorse per il credito d’imposta e cosa cambia per le imprese

ZES Unica: verso nuove risorse per evitare il taglio al credito d’imposta

Negli ultimi giorni il tema della ZES Unica per il Mezzogiorno è tornato al centro del dibattito economico e politico.
Dopo la pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che ha certificato una riduzione del credito d’imposta fruibile al 60,3811%, emergono ora nuove prospettive che potrebbero cambiare il quadro per le imprese che hanno investito nelle aree ZES.

Facciamo il punto, integrando i dati ufficiali già noti con le novità più recenti.

In questo articolo ti spieghiamo in dettaglio:

La riduzione del credito ZES: il punto di partenza

Con provvedimento del 12 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il credito d’imposta ZES Unica effettivamente utilizzabile è pari al 60,3811% dell’importo richiesto dalle imprese

La riduzione è stata determinata da un eccesso di domande rispetto alle risorse disponibili:

  • crediti richiesti: oltre 3,6 miliardi di euro;

  • risorse stanziate: 2,2 miliardi di euro.

Il meccanismo di riparto ha quindi inciso in modo significativo sul beneficio finale, riducendo l’impatto dell’agevolazione soprattutto per piccole e medie imprese.

Nuove risorse in arrivo: la svolta in discussione al Senato

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore del 16 dicembre 2025, il Governo sta lavorando a una manovra correttiva che potrebbe destinare 1,3 miliardi di euro aggiuntivi alla ZES Unica.

L’obiettivo dichiarato è chiaro:
👉 evitare un ulteriore taglio del 39,62% ai crediti d’imposta già prenotati dalle imprese nella ZES Unica del Sud.

Le nuove risorse rientrano in un pacchetto complessivo da 3,5 miliardi di euro, pensato per:

  • sostenere gli investimenti privati;

  • rafforzare Transizione 5.0;

  • tutelare le imprese esposte all’aumento dei costi dei materiali, in particolare nel settore edilizio.

Perché questo intervento è cruciale per le imprese ZES

Senza l’integrazione di nuove risorse, il rischio concreto era quello di:

  • ridurre ulteriormente il credito d’imposta già ridimensionato;

  • compromettere la sostenibilità finanziaria degli investimenti già realizzati;

  • creare incertezza per le imprese che hanno programmato spese sulla base di un incentivo più elevato.

Lo stanziamento aggiuntivo da 1,3 miliardi mira invece a:

  • stabilizzare il beneficio fiscale;

  • garantire maggiore coerenza tra credito prenotato e credito effettivamente utilizzabile;

  • rafforzare la credibilità dello strumento ZES Unica.

ZES Unica e investimenti privati: il messaggio che emerge

Il quadro che si delinea è duplice:

  • da un lato, la ZES Unica si conferma uno strumento molto attrattivo, come dimostra l’elevato numero di domande;

  • dall’altro, emerge la necessità di adattare le risorse pubbliche alla reale domanda delle imprese, per evitare effetti distorsivi.

Il possibile intervento correttivo rappresenta un segnale importante di attenzione verso il tessuto produttivo del Mezzogiorno, ma conferma anche che la finanza agevolata richiede pianificazione, aggiornamento costante e supporto specialistico.

Cosa devono fare oggi le PMI

In questa fase, per le imprese è fondamentale:

  • monitorare l’evoluzione normativa;

  • verificare l’impatto reale del credito ZES sul proprio piano finanziario;

  • valutare eventuali strumenti complementari o alternativi.

La ZES Unica resta un’opportunità rilevante, ma va affrontata con consapevolezza e strategia, soprattutto in un contesto in cui le risorse possono essere rimodulate nel tempo.

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