Credito d’imposta software cloud e Zes a 2,4 miliardi: cosa prevede la manovra

Credito d’imposta software cloud: cosa prevede la manovra per le imprese tra Zes, iperammortamento e Transizione 5.0

Nel disegno di legge di bilancio approvato dal governo entra un credito d’imposta per il software in cloud (Il Sole 24 Ore, 29 ottobre 2026). Per il resto la politica industriale ha spazi ridotti: il pacchetto ruota quasi interamente attorno alla Zes del Mezzogiorno, la cui dote per il credito d’imposta sale a 2,4 miliardi. Restano fuori la proroga al 2029 dell’iperammortamento e il bonus aggregazioni.

Zes: la dote per il credito d’imposta sale a 2,4 miliardi

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto in conferenza stampa che la dote per il credito d’imposta degli investimenti nella Zes “sale a 2,4 miliardi”. Il sottosegretario con delega al Sud, Luigi Sbarra, parla di una scelta concreta che dimostra l’attenzione del governo per il Sud.

In attesa di un testo consolidato, la ricostruzione è che la dotazione già prevista dalla precedente manovra per il 2027, pari a 1 miliardo, venga incrementata con ulteriori 1,4 miliardi. L’aumento sarebbe frutto di uno sdoppiamento del credito d’imposta: un canale seguirebbe il regime ordinario, con la dotazione nazionale già esistente, mentre un altro, dal 2027, sarebbe vincolato a investimenti per il risparmio energetico, sfruttando le coperture liberate dalla Nec, la clausola di salvaguardia nazionale che consente flessibilità di spesa per l’energia (oltre che per la difesa).

Credito d’imposta per il software in cloud

La premier ha confermato che è stato varato un credito d’imposta per gli investimenti in software in modalità cloud, come soluzione alternativa all’iperammortamento. Le informazioni disponibili non indicano ancora importo, aliquota o requisiti della misura: bisognerà attendere il testo definitivo del disegno di legge.

Iperammortamento: salta la proroga al 2029

Non entra nel disegno di legge di bilancio il prolungamento anche nel 2029 del periodo di investimento coperto con l’iperammortamento fiscale. Non ha trovato spazio la proposta del ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) di estendere di almeno un anno, fino al 30 settembre 2029, i termini di investimento del nuovo piano Transizione 5.0. Per capire come funziona oggi la misura puoi leggere il nostro approfondimento sull’iperammortamento 2026.

Cosa resta fuori dal disegno di legge

Non entra nel ddl di bilancio l’estensione al Centro-Nord della Zes, limitatamente alla semplificazione amministrativa, cioè senza la componente di incentivi fiscali: la valutazione è rinviata a un successivo provvedimento.

Niente da fare nemmeno per il bonus fiscale a favore delle aggregazioni tra imprese, che pure era stato preannunciato dalla premier. “Spero che ci si possa lavorare in sede di conversione”, ha detto Meloni in conferenza stampa.

Le misure ancora in bilico

Alla vigilia della pubblicazione de Il Sole 24 Ore, in fase di stesura finale degli articoli, non era ancora chiaro se altre misure proposte dal Mimit entreranno nel testo definitivo o potranno essere recuperate durante l’esame parlamentare. Si tratta di un voucher riservato alle micro e piccole imprese che acquistano software per l’intelligenza artificiale, del fondo per la filiera della robotica avanzata e delle borse per i giovani imprenditori, cioè un contributo economico per chi vuole avviare una nuova impresa.

Perché seguire l’iter parlamentare?

Il disegno di legge di bilancio è stato approvato dal governo, ma il quadro può cambiare durante l’esame in Parlamento. Prima di pianificare investimenti in software, Zes o beni 4.0 conviene attendere il testo consolidato e verificare quali misure restano nel testo finale.

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FAQ

Cosa prevede la manovra per il software in cloud?

È previsto un credito d’imposta per gli investimenti in software in modalità cloud, indicato come soluzione alternativa all’iperammortamento. I dettagli non sono ancora noti.

Secondo la premier sale a 2,4 miliardi: 1 miliardo già previsto per il 2027 più 1,4 miliardi aggiuntivi. L’aumento sarebbe frutto di un doppio canale: uno ordinario e uno, dal 2027, vincolato a investimenti per il risparmio energetico.

No. Il ddl di bilancio non prevede il prolungamento al 2029 del periodo di investimento coperto con l’iperammortamento, né l’estensione al 30 settembre 2029 del piano Transizione 5.0 proposta dal Mimit.

Non nel ddl di bilancio. L’estensione, limitata alla semplificazione amministrativa e senza incentivi fiscali, è rinviata a un successivo provvedimento.

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