Dotazione
197,7 milioni di euro in tre anni
Ripartizione
57,7 milioni nel 2026, 80 nel 2027, 60 nel 2028
Natura
Contributo, non aiuto di Stato
Esodati Transizione 5.0: al via l’iter per i 197,7 milioni di contributi alle imprese rimaste senza credito d’imposta
Per gli esodati Transizione 5.0 parte l’iter dei contributi. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha firmato il decreto che mette in moto la procedura di erogazione dei 197,7 milioni di euro destinati alle imprese che avevano investito negli impianti energetici del piano e sono rimaste senza credito d’imposta (Il Sole 24 Ore, 31 ottobre 2026). Il decreto sarà pubblicato a breve, ma serviranno altri passaggi prima di poter presentare domanda.
Chi sono gli esodati di Transizione 5.0?
Sono le aziende che avevano maturato il diritto al credito d’imposta per investimenti del 2025 ma sono rimaste escluse per esaurimento delle risorse. Per chi aveva investito in beni strumentali la soluzione è arrivata con un accordo tra governo e associazioni delle imprese siglato a inizio aprile, almeno per circa il 90% del credito spettante.
Per chi aveva investito nella componente “energetica” del piano, cioè impianti per l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi i sistemi di accumulo, la soluzione è arrivata con il decreto fiscale del 27 marzo: 197,7 milioni in tre anni, destinati a uno strumento diverso dal credito d’imposta, cioè un contributo. Molte imprese hanno segnalato che, a sette mesi di distanza, le risorse non sono ancora arrivate.
A chi spetta il contributo e per quali spese?
Per entrare nell’elenco, l’impresa che aveva inizialmente presentato il progetto deve aver ricevuto dal GSE la comunicazione di regolarità tecnica e la successiva comunicazione relativa all’esaurimento delle risorse.
Il contributo sarà concesso in proporzione alle spese ammissibili e non potrà comunque eccedere l’ammontare dell’agevolazione riconosciuta all’epoca dal GSE per le medesime spese, dopo la comunicazione di completamento dell’investimento. Le risorse dovranno coprire anche le spese sostenute per le certificazioni relative alla documentazione contabile e per quelle necessarie alla riduzione dei consumi energetici e al rispetto del principio Dnsh (non arrecare un danno significativo all’ambiente).
Quanto vale il contributo e come è ripartito?
Le risorse disponibili ammontano a 57,7 milioni di euro per il 2026, 80 milioni per il 2027 e 60 milioni per il 2028, per un totale di 197,7 milioni. Il contributo sarà erogato in più quote annuali, proporzionali alle dotazioni fissate per ciascun anno, e non va considerato aiuto di Stato.
Secondo le prime stime ministeriali i 197,7 milioni dovrebbero coprire integralmente il fabbisogno. Se le risorse non fossero sufficienti, il Mimit procederà a un riparto lineare, proporzionato all’entità dei contributi spettanti.
Quali sono i prossimi passi?
Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale serviranno altri passaggi:
- dovrà essere stilato l’elenco delle imprese beneficiarie, con l’ammontare delle spese ammissibili e del contributo riconoscibile;
- dovrà essere emanato un decreto direttoriale che fisserà i termini per presentare la domanda di erogazione, secondo uno schema che sarà reso disponibile in anticipo sul sito del Mimit;
- in caso di esito positivo, il Mimit procederà con il supporto del GSE all’erogazione in quote annuali.
Restano confermati tutte le verifiche e i controlli di competenza del GSE già previsti dalle regole originarie di Transizione 5.0.
Quali documenti servono con la domanda?
Spicca il carico di oneri documentali. Con la domanda bisognerà fornire:
- l’attestazione di aver rispettato il nuovo obbligo di stipula di una polizza assicurativa catastrofale, che non rientrava tra gli adempimenti quando le imprese richiesero il credito d’imposta;
- per contributi di importo superiore a 150mila euro, i dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia per chi rientra nell’articolo 85 del Codice;
- le informazioni in materia di antiriciclaggio.
Il Mimit, con il supporto del GSE, acquisirà inoltre il Durc sulla regolarità contributiva e verificherà se il beneficiario è inadempiente rispetto all’obbligo di versamenti derivante dalla notifica di cartelle di pagamento.
Perché prepararsi subito?
Il decreto direttoriale fisserà i termini per la domanda e le imprese dovranno fornire diversi documenti, tra cui l’attestazione della polizza catastrofale. Conviene verificare fin da ora di avere la polizza e la documentazione contabile e tecnica in ordine. Per gli investimenti 2026-2028 in beni 4.0 puoi leggere anche il nostro approfondimento sull’iperammortamento 2026.
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FAQ
Quanti fondi sono stanziati per le imprese esodate di Transizione 5.0?
197,7 milioni di euro in tre anni: 57,7 milioni per il 2026, 80 milioni per il 2027 e 60 milioni per il 2028. Si tratta di un contributo, non di un credito d’imposta.
Chi può entrare nell’elenco dei beneficiari?
Le imprese che avevano presentato il progetto e hanno ricevuto dal GSE la comunicazione di regolarità tecnica e poi quella di esaurimento delle risorse.
Quando si potrà presentare la domanda di erogazione?
I termini non sono ancora noti: dovranno essere fissati da un decreto direttoriale, dopo la pubblicazione del decreto ministeriale e la redazione dell’elenco dei beneficiari. Lo schema di domanda sarà reso disponibile in anticipo sul sito del Mimit.
Cosa succede se i fondi non bastano?
Il Mimit procederà a un riparto lineare, proporzionato ai contributi spettanti. Le prime stime ministeriali indicano però che i 197,7 milioni dovrebbero coprire tutto il fabbisogno.
Servono documenti aggiuntivi rispetto al credito d’imposta?
Sì: tra l’altro l’attestazione della polizza assicurativa catastrofale, le informazioni antimafia per contributi sopra 150mila euro e quelle antiriciclaggio. Il Mimit acquisirà anche il Durc.


