Credito d’imposta cloud computing: 90 milioni fino al 2029

Contributo

Fino al 30% dei costi cloud

Stanziamento

90 milioni in tre anni

Periodo di riferimento

Costi di competenza 2027-2029

Fino al 30% dei canoni cloud 2027-2029, cumulabile con altre agevolazioni

Il credito d’imposta cloud computing previsto in manovra sostiene le imprese che sottoscrivono abbonamenti a servizi e soluzioni cloud. Vale fino al 30% dei costi sostenuti nel 2027, 2028 e 2029, con 90 milioni stanziati in tre anni, ed è cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi. Serve però un decreto attuativo.

A chi si rivolge il credito d’imposta cloud computing?

La misura è pensata per le imprese che investono in software in modalità cloud, cioè con canoni di abbonamento a servizi e soluzioni di cloud computing. Per conoscere la tipologia di software ammissibili il riferimento è l’allegato F del Testo unico in materia di imposte sui redditi (decreto legislativo 117 del 2026). Le associazioni imprenditoriali dell’Ict avevano lamentato l’esclusione di queste soluzioni dall’iperammortamento del piano 5.0: il credito d’imposta dovrebbe sanare di fatto questo scontro.

Quali spese sono agevolabili?

Il credito copre i canoni di abbonamento a servizi e soluzioni di cloud computing, per i costi di competenza del 2027, 2028 e 2029. Nell’iperammortamento queste spese erano escluse perché i software erogati come servizio, tramite canone, non sono soggetti ad ammortamento tradizionale. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Importi e stanziamento

Il credito arriva fino al 30% dei costi ammissibili. Lo stanziamento è di 90 milioni di euro in tre anni, cioè 30 milioni l’anno. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del made in Italy, citati dalla Relazione tecnica, gli investimenti in beni immateriali agevolabili realizzati con servizi cloud valgono circa 94 milioni di euro nel 2026: da qui la stima che 30 milioni annui siano congrui per coprire fino al 30% della spesa.

Come funziona il cumulo con altre agevolazioni?

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto gli stessi costi. La condizione è che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto. Per un quadro generale puoi leggere il nostro approfondimento sul credito d’imposta per i software cloud in manovra.

Quando si potrà usare il credito d’imposta?

Prima del via libera operativo serve un decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia, da adottare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge. Il decreto stabilirà criteri e modalità di attuazione, con particolare riguardo alle procedure di concessione per rispettare i limiti di spesa annuali. Il testo è ora all’esame del Parlamento.

Quali misure non sono entrate in manovra?

Nel disegno di legge non ci sono il voucher per micro e piccole imprese che investono in software per intelligenza artificiale e cybersicurezza, il fondo per la filiera della robotica avanzata e l’estensione, fino al 30 settembre 2029, del periodo utile per l’iperammortamento del piano Transizione 5.0. Si vedrà se gli emendamenti in Parlamento consentiranno un recupero.

Perché seguire l’iter in Parlamento?

Il credito d’imposta sul cloud è l’unica misura verticale per l’innovazione tecnologica nel testo della manovra. Conviene seguire il percorso parlamentare e il decreto attuativo per capire quali costi saranno ammessi e come presentare la richiesta.

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FAQ

Quanto vale il credito d’imposta cloud computing?

Il credito arriva fino al 30% dei costi di competenza sostenuti nel 2027, 2028 e 2029 per canoni di abbonamento a servizi e soluzioni di cloud computing. Lo stanziamento è di 90 milioni di euro in tre anni.

Sì, è cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi, purché il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. Si tiene conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap.

Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione. Le procedure di concessione saranno definite da un decreto attuativo, pensato anche per rispettare i limiti di spesa annuali.

Sì. Un decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia, dovrà fissare criteri e modalità entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Il riferimento per le tipologie di software ammissibili è l’allegato F del Testo unico in materia di imposte sui redditi, richiamato dal decreto legislativo 117 del 2026. Le regole di dettaglio arriveranno con il decreto attuativo.

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