Come recuperare il 50% di un investimento digitale nel 2026

Con l'iperammortamento 2026 il software e l'hardware 4.0 valgono il 180% in più: una società recupera il 43,2%, un'impresa individuale fino al 77%.

Vantaggio fiscale

43,2% per le società, fino a 77,4% per le imprese individuali

Maggiorazione

180% sulla quota fino a 2,5 milioni di euro

Scadenza

Investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028

Recuperare il 50% di un investimento digitale: quanto vale l’iperammortamento per società e imprese individuali

Con l’iperammortamento 2026 una società recupera il 43,2% di un investimento digitale in minori imposte, un’impresa individuale fino al 77,4%. Su 100.000 euro di software e sistemi interconnessi, una SRL paga 43.200 euro di IRES in meno rispetto allo stesso acquisto senza agevolazione. Il 50% è quindi una soglia vicina per le società e già superata per chi paga l’IRPEF all’aliquota più alta. La condizione è una sola: fare tutto il percorso, dalla comunicazione al GSE alla perizia, prima di contare quei soldi.

di Sebastiano Gadaleta — Direttore Generale, Progetto Impresa S.r.l.

Da dove arriva il 50%?

Arriva dalla maggiorazione del costo. La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025) e il decreto attuativo MIMIT-MEF del 7 maggio 2026 permettono di dedurre un costo più alto di quello pagato per i beni che digitalizzano l’impresa. Per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro la maggiorazione è del 180%: compri a 100, deduci 280.

La maggiorazione scende per gli investimenti più grandi:

Quota di investimento nell’anno Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro 180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni 100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni 50%

Fonte: DM 7 maggio 2026, art. 4, comma 2.

Quanto recupero davvero su 100.000 euro?

Dipende dall’imposta che paghi. La maggiorazione riduce il reddito tassabile, quindi il risparmio è la maggiorazione moltiplicata per la tua aliquota.

Chi investe Aliquota Maggiorazione dedotta Imposte in meno % del costo
Società di capitali (SRL, SPA) IRES 24% 180.000 € 43.200 € 43,2%
Impresa individuale o società di persone, scaglione più alto IRPEF 43% 180.000 € 77.400 € 77,4%

A questo si aggiunge l’ammortamento normale del bene, che spetta comunque. Il risparmio non arriva tutto il primo anno: segue il piano di ammortamento del bene, e serve un reddito abbastanza alto da assorbire la deduzione. Un’impresa in perdita non incassa niente subito e riporta il beneficio negli anni.

L’IRAP resta fuori: il decreto riconosce la maggiorazione solo ai fini delle imposte sui redditi.

Quali investimenti digitali rientrano?

Rientrano i beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, elencati negli allegati IV e V della L. 199/2025, acquistati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. In pratica:

  • sistemi e macchine interconnessi al gestionale di produzione o alla rete di fornitura;
  • sensori, sistemi di monitoraggio e controllo dei processi;
  • software, piattaforme e applicazioni degli elenchi dell’allegato V, per esempio gestione della produzione, manutenzione predittiva, tracciabilità, analisi dei dati di fabbrica;
  • impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.

La maggiorazione si applica alle quote di ammortamento e ai canoni di leasing. Un abbonamento software pagato ogni mese è un costo dell’anno, non un bene che si ammortizza: per questo resta fuori. Se il fornitore offre sia la licenza sia l’abbonamento, la scelta cambia il conto finale.

L’intelligenza artificiale si può iperammortizzare?

Sì, se il sistema rientra negli elenchi e lavora sui processi produttivi. Un modello che prevede i guasti delle macchine, un sistema di visione che controlla la qualità in linea, un software che pianifica la produzione con i dati delle macchine: sono investimenti che possono stare nell’allegato V. Un chatbot generico in abbonamento no.

La verifica la fa la perizia tecnica, non il nome commerciale del prodotto. Prima di firmare l’ordine conviene far controllare la scheda tecnica rispetto all’elenco: è lì che si decide se l’investimento vale il 180% in più o niente.

Per i costi di un progetto di intelligenza artificiale in azienda leggi anche quanto costa l’intelligenza artificiale in azienda.

Cosa devo fare per non perdere il beneficio?

Il percorso passa dalla piattaforma del GSE. Le tappe che decidono il beneficio sono quattro:

  1. Comunicazione preventiva al GSE, con tipo e importo degli investimenti e data prevista di interconnessione.
  2. Comunicazione di conferma entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, con il pagamento dell’acconto del 20% del costo di ciascun bene (per il leasing basta il contratto).
  3. Perizia tecnica asseverata di un ingegnere o di un perito industriale iscritto all’albo, oppure attestazione di un ente di certificazione accreditato: prova che il bene è nell’elenco ed è interconnesso. Nel settore agricolo può firmarla anche un dottore agronomo o forestale.
  4. Comunicazione di completamento a interconnessione avvenuta, entro il 15 novembre 2028, con la certificazione contabile delle spese.

A queste si aggiungono ogni anno la comunicazione periodica entro il 20 gennaio e quella integrativa entro il 30 giugno.

La maggiorazione si usa dal periodo d’imposta in cui invii la comunicazione di completamento, sempre che il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo, e solo dopo l’esito positivo delle verifiche del GSE (DM 7/5/2026, art. 4, comma 1). Tutti i passaggi sono spiegati nella nostra guida a requisiti, perizia e comunicazioni e nel focus su regole, vincoli e novità GSE.

Quali sono gli errori che costano il 50%?

Tre errori fanno perdere il beneficio più spesso del bene sbagliato:

  • saltare un termine del GSE: la conferma con l’acconto del 20% va inviata entro 60 giorni dall’esito positivo della preventiva; una comunicazione mancata fa cadere la procedura (DM 7/5/2026, art. 3, comma 5);
  • interconnessione dichiarata ma non dimostrata: senza scambio di dati con il gestionale la perizia non regge;
  • costi della procedura non messi nel conto: perizia, certificazione contabile e comunicazioni hanno un costo. Su investimenti piccoli possono mangiare una parte del vantaggio, e vanno pesati prima.

Come usiamo questo strumento in Progetto Impresa

Uso interno. In Progetto Impresa usiamo agenti di intelligenza artificiale per leggere i bandi, controllare le scadenze e preparare le pratiche. Conosciamo da utilizzatori la differenza tra un software che cambia il processo e uno che resta un abbonamento in più.

Finanziabilità. Su un investimento digitale da 100.000 euro l’iperammortamento vale 43.200 euro per una società e fino a 77.400 per un’impresa individuale. Prima di scegliere verifichiamo anche le altre misure aperte sullo stesso investimento e il cumulo: la somma degli aiuti non può superare il costo sostenuto.

Realizzo + Finanzio. È il nostro servizio per chi vuole portare la tecnologia in azienda senza pagarla per intero: progettiamo l’investimento con il partner tecnico, controlliamo che rientri negli elenchi, gestiamo comunicazioni GSE, perizia e certificazione. Tu decidi l’investimento, noi ci occupiamo del ritorno.

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Fonte ufficiale: decreto attuativo MIMIT-MEF del 7 maggio 2026 sull’iperammortamento.

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FAQ

Posso davvero recuperare il 50% di un investimento digitale?

Una società di capitali recupera il 43,2% con l’iperammortamento, un’impresa individuale all’aliquota IRPEF del 43% fino al 77,4%. Il beneficio arriva come minori imposte negli anni di ammortamento.

No. La maggiorazione si applica alle quote di ammortamento e ai canoni di leasing di beni strumentali nuovi: un abbonamento è un costo dell’esercizio e resta fuori.

Gli investimenti devono essere effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Sì. Le caratteristiche tecniche del bene e l’interconnessione si provano con perizia asseverata di un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, oppure con attestazione di un ente di certificazione accreditato.

Dal periodo d’imposta in cui invii al GSE la comunicazione di completamento, se il bene è entrato in funzione nello stesso periodo e dopo l’esito positivo delle verifiche del GSE.

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