Rifinanziato il credito d’imposta del Mezzogiorno: cosa cambia con la manovra
La Zes unica 2027 è l’unica misura sugli investimenti produttivi rifinanziata dalla prima bozza della legge di Bilancio 2027. Il limite di spesa del credito d’imposta sale a 2,4 miliardi di euro per il 2027 e a 1,25 miliardi per il 2028. Cambiano anche i termini per le assunzioni agevolate.
Cosa prevede la manovra sulla Zes unica?
L’articolo 85 interviene sull’articolo 16, comma 6, del Dl 124/2023 e sostituisce i limiti di spesa di 1.000 milioni per il 2027 e 750 milioni per il 2028 con 2.400 milioni per il 2027 e 1.250 milioni per il 2028. L’incremento è di 1,4 miliardi sul 2027 e di 500 milioni sul 2028, per complessivi 1,9 miliardi aggiuntivi. Il limite del 2026 non è toccato. Per un approfondimento sulla misura puoi leggere il nostro articolo sul credito d’imposta Zes in Sicilia.
Cosa non cambia?
La norma si limita al rifinanziamento. Non cambiano l’intensità dell’aiuto, il perimetro dei beni agevolabili, le regioni interessate né il meccanismo delle comunicazioni all’agenzia delle Entrate e del successivo riparto in proporzione alle risorse disponibili. Resta il sistema a plafond: il credito spettante a ciascuna impresa dipende dal rapporto tra il limite di spesa e il totale dei crediti richiesti. Il rifinanziamento riguarda i limiti annuali e non sposta la finestra degli investimenti, fissata dal comma 4 dell’articolo 16.
Quanto credito si potrà ottenere?
Con 2,4 miliardi sul 2027 la percentuale di fruizione, che negli anni precedenti ha subito riduzioni, dovrebbe avvicinarsi al 100%, salvo una crescita delle richieste superiore alle attese. Per le imprese del Mezzogiorno il credito Zes diventa così, nel 2027, l’incentivo di riferimento sugli investimenti in beni strumentali. La bozza non contiene invece risorse nuove per la Nuova Transizione 5.0 né per il credito ricerca e sviluppo.
Cosa cambia sulle assunzioni agevolate?
L’articolo 42 proroga al 31 dicembre 2027 il termine per le assunzioni agevolate con i tre esoneri contributivi del Dl 62/2026 (donne, giovani e assunzioni nella Zes unica), oggi fissato al 31 dicembre 2026, e integra le autorizzazioni di spesa per il triennio 2027-2029. Il beneficio per le trasformazioni a tempo indeterminato è esteso a quelle effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027, nel limite di 45,1 milioni per il 2027, 90,1 per il 2028 e 45,1 per il 2029, con monitoraggio Inps e chiusura delle istanze al raggiungimento del limite.
Perché seguire l’iter in Parlamento?
Il testo è una prima bozza e i limiti di spesa sono tra le voci più esposte alle modifiche parlamentari. La decorrenza resta il 1° gennaio 2027, data di entrata in vigore della legge. Conviene pianificare gli investimenti nel Mezzogiorno tenendo conto di questi passaggi.
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FAQ
Di quanto viene rifinanziata la Zes unica?
L’articolo 85 porta i limiti di spesa a 2.400 milioni per il 2027 e 1.250 milioni per il 2028, con 1,9 miliardi aggiuntivi complessivi. Il limite del 2026 resta invariato.
Cambiano le regole del credito d’imposta Zes unica?
No. La norma rifinanzia soltanto: restano uguali l’intensità dell’aiuto, i beni agevolabili, le regioni e il meccanismo delle comunicazioni all’agenzia delle Entrate.
Il credito Zes arriverà al 100%?
Con 2,4 miliardi sul 2027 la percentuale di fruizione dovrebbe avvicinarsi al 100%, salvo una crescita delle richieste superiore alle attese.
Quali assunzioni agevolate sono prorogate?
Il termine per i tre esoneri contributivi del Dl 62/2026 (donne, giovani e Zes unica) passa dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2027.


